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Baccaglini: "Lopez è confermato"
Zamparini: "Nessuna ingerenza"


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Il presidente del Palermo rinnova la fiducia al tecnico uruguaiano nonostante il k.o. di Udine.


PALERMO - Nessun esonero. Paul Baccaglini conferma quanto detto nelle scorse settimane: si va avanti con questo assetto sino al termine della stagione. Lopez, dunque, non rischia. Così il presidente del Palermo: "Zamparini non può decidere di esonerare nessuno per il semplice fatto che il presidente sono io. E io ho riconfermato la mia fiducia a Lopez e, come già detto in sede di conferenza stampa di presentazione, andremo avanti con lui sino alla fine della stagione. Il presidente adesso sono io e decido io - spiega Baccaglini a Repubblica - Lopez resta anche se la prestazione di Udine non può certo lasciare soddisfatti e, anzi, merita un'approfondita disamina della situazione".

Quindi viene smentita l'indiscrezione circolata ieri sera, su un possibile avvicendamento tra l'allenatore uruguaiano e Ballardini, con la silenziosa regia di Zamparini. Ma l'ex numero uno di viale del Fante smentisce qualsiasi ingerenza, con un comunicato ufficiale: "Sono veramente dispiaciuto per le notizie non vere riportate da alcuni organi d’Informazione su miei presunti interventi nella decisione di gestione tecnica della squadra - spiega l'imprenditore friulano -. Ribadisco che dal giorno dell'insediamento del presidente Baccaglini tutte le decisioni societarie sono demandate a lui e alla nuova proprietà e che, pertanto, tutte le illazioni su miei presunti interventi non sono vere.Unico mio rapporto p ersonale rimane con il presidente Baccaglini nella mia funzione, se richiesto di volta in volta da lui, di consulente, consona alla mia età ed esperienza".

Il k.o. in Friuli, in ogni caso, ha ribadito un concetto: se le gare durassero 45 minuti o ci si fermasse a chi realizza il primo gol, probabilmente il Palermo sarebbe a un passo dalla salvezza. E' appena necessario fare riferimento ai punti gettati alle ortiche, domenica dopo domenica, nella ripresa per avere un quadro chiaro. Al cospetto dell'Udinese i rosanero restano in partita per poco più di mezz'ora, dopodiché si sciolgono come neve al sole rimandando ancora una volta l'appuntamento con un risultato positivo. L'Empoli regala l'ennesima occasione a Nestorovski e compagni, puntualmente non sfruttata: i punti di distanza rimangono sette e a nove gare dalla fine i margini per rimettere in sesto la stagione si riducono. Il confronto alla "Dacia Arena" rappresentava un esame di maturità per il Palermo: il bilancio è fallimentare.

Sallai illude con la prima rete in serie A che vale il vantaggio al 12', dopodiché i friulani cominciano a tessere la tela e a guadagnare metri, costringendo i rosa nella loro metà campo. Diamanti prova ad accendere la luce ma i risultati non sono all'altezza delle aspettative. Posavec compie un paio di interventi e mantiene a galla i suoi, che resistono sinché ne hanno la forza. Con il trascorrere dei minuti l'inerzia del match cambia e il pari di Thereau in chiusura di primo tempo è la logica conseguenza di un atteggiamento remissivo e, a conti fatti, poco redditizio per il Palermo. La ripresa è un monologo bianconero, gli ospiti spariscono dal campo consentendo ai padroni di casa di andare a rete in tre circostanze, con la consueta complicità di un reparto arretrato (Posavec compreso) che dopo 29 giornate si ritrova ben 60 gol sul groppone.

Un dato che si commenta da solo e che non lascia spazio a eventuali recriminazioni. Adesso arriva la sosta: l'auspicio è quello di riuscire a trovare la formula vincente per ribaltare il senso di una stagione che sta finendo nel peggiore dei modi. Un'agonia lenta e dolorosa, a suon di cadute fragorose e schiaffoni per certi versi inattesi, eppure figli di errori che si reiterano con sinistra puntualità. Il Palermo è questo, forse è il caso di prenderne atto e di sperare in un miracolo senza comunque farsi chissà quali illusioni. Tra due settimane al "Barbera" sarà di scena il Cagliari. Con l'Empoli impegnato all'"Olimpico" contro la Roma ci sarebbero ancora i margini per accorciare le distanze. A patto che la squadra riesca a tenere per 90 minuti. Un'impresa, di questi tempi.

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