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Paul, Palermo e un papà severo:
"Voglio che diventi la mia regina"


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Il presidente paragona la squadra rosanero a una ragazza bellissima da conquistare passo dopo passo.

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PALERMO - Il bastone e la carota. Il rosa e il nero. Il dolce e l'amaro. Paul Baccaglini dispensa sorrisi ma non lesina stoccate, specie nei confronti della stampa che in questi giorni ha messo in dubbio la veridicità delle sue parole e la serietà dell'investimento di cui si è intestato la responsabilità di essere rappresentante. Il nuovo presidente del Palermo prova a fare chiarezza proprio su questo aspetto: "Il convincimento della solidità del gruppo non è affare dei giornalisti, ci siamo confrontati con il presidente Zamparini, con varie istituzioni e con il primo cittadino di Palermo. Ora vogliamo presentarci alla città e ai tifosi. Domenica sarà la mia prima partita allo stadio e stiamo facendo un lavoro mentale con la squadra e con l'allenatore davvero importante".

Nessuna presa di distanza, semmai la volontà di fare squadra con tutto l'ambiente, operatori della comunicazione inclusi: "Capisco la necessità di fare chiarezza su una serie di aspetti che avete appreso e che avete inizialmente giudicato incongruenti - riconosce Baccaglini -. Le informazioni che la stampa ha trovato sono di dominio pubblico, che anche Zamparini e le istituzioni hanno potuto trovare. E' un'operazione che si articola su più livelli. ma adesso è tempo di parlare di campo. Anche perché se la squadra non supporta con le prestazioni sul campo quelle che sono le nostre parole e i nostri progetti, questi diventano sterili. E non perché lo dice la stampa".

Dopodiché Baccaglini, da abile comunicatore, paragona il Palermo a una bella ragazza sorvegliata a vista dal padre, esemplificazione del clima di diffidenza che ha accolto l'arrivo dell'ex inviato delle Iene nel capoluogo: "Secondo me la squadra del Palermo è come una ragazza bellissima, mentre la città è il padre. Quando il fidanzato arriva per la prima volta a casa prima di portarla a cena, il genitore spera possa essere un ragazzo in giacca e cravatta, magari avvocato o commercialista. Trovandosi davanti un uomo pieno di tatuaggi e con un passato eclettico, ci può stare che il padre abbia dei dubbi. Ma se a questo genitore dimostrerò che di sua figlia voglio fare una principessa, se non una regina, allora potremo diventare una famiglia. Tutti inisieme. Voglio corteggiare Palermo, guadagnandomi fiducia e rispetto".

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