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calcio - lega pro

Petrone e la rottura lampo
I motivi di un amore mai nato


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Con Lo Monaco scarso feeling ma adesso è tempo di trovare soluzioni per salvare la stagione.

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CATANIA - Caos Catania. In casa rossazzurra non c’è pace in una stagione che definire travagliata appare riduttivo. L’era Petrone è durata appena tre partite fruttate (si fa per dire!) ai rossazzurri appena quattro punti frutto di un pareggio ed una clamorosa sconfitta contro l’ultima in classifica oltre al successo in riva allo Stretto che aveva illuso tutti. Petrone saluta e se ne va, senza lasciare praticamente traccia. Ha inciso poco o nulla sul rendimento complessivo di una squadra che adesso non sa più vincere in casa a dispetto di quanto, invece, accadeva sotto la gestione Rigoli.

I tifosi non ci capiscono più nulla. Domattina, nell’annunciata conferenza stampa a Torre del Grifo, il direttore generale Lo Monaco proverà a spiegare cosa sia successo, se cioè a determinare le dimissioni dell’ex ascolano siano state insanabili divergenze di vedute o la cocente delusione per l’inopinata battuta d’arresto contro il Melfi. La prospettiva di lasciare Giovanni Pulvirenti come traghettatore della squadra etnea sino a fine stagione. Con quali prospettive è difficile ipotizzarlo al momento, ammesso e non concesso sia questa la soluzione adottata.

I rossazzurri hanno tutte le potenzialità per accedere ai play-off promozione ed anche di giocarsi sino in fondo le loro chance promozione. Riuscirà Lo Monaco, insieme con il successore di Petrone, a rimettere definitivamente in riga un gruppo che sembra sfaldato, sfiduciato e con poche prospettive all’orizzonte? Chissà. Magari domani l'amministratore delegato del club di via Magenta riuscirà a fugare l’amletico dubbio, rianimando - se possibile - l’animo sconfortato di quanti amano e soffrono per i colori rossazzurri.

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