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Catania, fulmine inatteso
Si dimette il tecnico Petrone


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Insieme all'ex Ascoli va via anche il secondo La Grotteria. Giovedì conferenza di Lo Monaco.


CATANIA - Un fulmine a ciel sereno. O meglio, il sereno era durato giusto lo spazio di un paio di settimane prima che si aprisse uno squarcio e che la situazione precipitasse senza la possibilità di passi indietro. Il Catania e Mario Petrone si separano, senza troppi rimpianti. La scelta, adottata dal tecnico, sarebbe frutto di alcune divergenze di vedute con l'amministratore delegato rossazzurro Pietro Lo Monaco. Quella che appariva una frizione è diventata una vera e propria incompatibilità sfociata poi nell'addio dell'ex allenatore dell'Ascoli. Con lui lascia anche il vice, l'ex attaccante del Palermo Cristian La Grotteria.

A rendere l'aria tesa ci aveva pensato, domenica, l'inattesa sconfitta rimediata al "Massimino" contro il Melfi, fanalino di coda in crisi di gioco e di risultati. Un k.o. che ha ulteriormente complicato la classifica degli etnei, che attualmente condividono il decimo posto con la Casertana, con la seria possibilità di perdere il treno che porta ai play off promozione. Il ritorno in B è stato indicato, già in avvio di stagione, come obiettivo da inseguire, nonostante i sette punti di penalizzazione che, indubbiamente, hanno sin qui condizionato il percorso degli etnei. Situazione fluida, dunque, con tutte le possibilità in questo momento sul tavolo.

Al momento la squadra è stata affidata al tecnico delle giovanili Giovanni Pulvirenti, già al lavoro insieme a Biagianti e compagni nel pomeriggio di mercoledì. Giovedì, invece, si terrà la conferenza stampa di Lo Monaco: non sono da escludere sorprese in vista della trasferta in programma domenica pomeriggio sul campo della vice-capolista Lecce. Impegno tutt'altro che semplice, reso ulteriormente complicato dalla rottura tra il club di via Magenta e l'oramai ex allenatore Petrone. Difficoltà e tormenti non lasciano il Catania, il cui tentativo di ritrovare confidenza con palcoscenici ben più lusinghieri della Lega Pro rischia di andare incontro all'ennesimo intoppo.

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