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calcio - serie a

Nessuna alternativa, Corini resta
Ma il Genio pensa alle dimissioni


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Il tecnico rimane dopo il no di Ballardini, ma non ha la fiducia di Zamparini e medita l'addio.


PALERMO - L'ennesimo lunedì di passione in casa Palermo porta a un nulla di fatto: Eugenio Corini rimane sulla panchina rosanero, per adesso. L'ennesima conferma a tempo. Condizione tutt'altro che gradita dal Genio, stufo di essere messo costantemente sulla graticola. E torna ad aleggiare lo spettro delle dimissioni, ipotesi questa rilanciata dal quotidiano La Repubblica. Uno stillicidio in piena regola, non c'è pace neanche quando le acque sembrano calmarsi. Fiaccate le tentazioni di ribaltone da parte del presidente Zamparini, tanto per cambiare orientato a variare nome e volto alla guida tecnica della squadra rosanero, ora va sondata la disponibilità del tecnico di Bagnolo Mella.

Le tre sconfitte consecutive rimediate contro Empoli, Sassuolo e Inter parevano non spostare, dunque, gli equilibri creatisi dopo l'eliminazione in Coppa Italia con il conseguente esonero di Roberto De Zerbi. Ma adesso è tutto nuovamente in dubbio, a partire da chi dovrà fornire indicazioni dalla panchina a Nestorovski e compagni nella sfida in programma domenica sera al "San Paolo" col Napoli di Sarri, lanciatissimo dopo il successo ottenuto ai danni del Milan. Un altro match impossibile per i rosa, chiamati a dare un senso a una stagione oramai quasi definitivamente compromessa. A pesare sulla scelta di dare ulteriore continuità a Corini, come già avvenuto la scorsa settimana, era stata l'assenza di valide alternative unita alla mediazione del direttore sportivo Nicola Salerno che, dopo aver avuto un lungo colloquio nella serata di domenica con Corini, in mattinata ha raggiunto Zamparini in quel di Vergiate per fare il punto della situazione.

Tramontata l'ipotesi Ballardini: il patron ha provato a giungere a un accordo col tecnico ravennate, con cui si era arrivati a una complicata separazione esattamente un girone fa, dopo la sfida d'andata contro l'Inter. Le parti sono rimaste piuttosto distanti, a fronte delle richieste dell'allenatore romagnolo considerate inaccettabili dal numero uno del club di viale del Fante. Motivo per il quale, a denti stretti, Zamparini si è trovato costretto a optare per il via libera a Corini. Una conferma senza fiducia, senza quella chiarezza e quella linearità chieste a chiare lettere dall'allenatore per dare una dignità professionale al lavoro da portare avanti sino al termine della stagione, a prescindere dall'esito finale.

Il vertice di Vergiate, inoltre, è servito per decidere il da farsi negli ultimi otto giorni di mercato. Provare a piazzare alcuni pezzi pregiati per reinvestire un piccolo tesoretto su giocatori che possano non sfigurare in A e magari divenire pedine di riferimento in caso di sempre più probabile retrocessione tra i cadetti. Oltre a qualche prestito, tra cui quello degli interisti Yao e Gnoukouri per il quale ci sarebbe un accordo di massima col club nerazzurro. In lista di partenza Hiljemark e Quaison, addio da non escludere per Goldaniga e Aleesami. Il piano B (intesa come categoria di appartenenza) è formalmente partito. Salvo gradite sorprese al retrogusto di miracolo sportivo che andrebbero a rimescolare nuovamente le carte in tavola. Ma il vero obiettivo, almeno per il momento, è salvare la faccia.

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