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Palermo, così non va
La soluzione è De Zerbi?


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Ancora una sconfitta, ancora un ribaltone tecnico all'orizzonte. Mentre il piatto del mercato piange.


PALERMO - Anno nuovo, vita nuova. Un detto tra i più diffusi e che solitamente vorrebbero portare bene, ma con il Palermo evidentemente non ha funzionato. E così i rosanero escono sconfitti dal campo dell'Empoli, in quella che era una partita assolutamente da non fallire per mantenere inalterate - se non addirittura maggiorate - le chances di mantenere la categoria. E invece è maturata una sconfitta, la quattordicesima in questo girone di andata a dir poco pessimo per la formazione allenata nell'ordine da Davide Ballardini, Roberto De Zerbi ed Eugenio Corini. Nessuno dei tre è riuscito a dare continuità, costanza e soprattutto coraggio e coralità di gioco nelle prime diciannove giornate di campionato. Tutte doti necessarie per provare a dar vita ai sogni di salvezza di una squadra allestita in maniera raffazzonata durante l'estate, e che finora ha raccolto i frutti - pochi e poco succosi - di una campagna di rafforzamento che tale non è stata.

E a pagare le conseguenze di un andamento chiaramente negativo, di una serie di prestazioni povere sotto ogni aspetto e di un bottino di punti che fin qui è a dir poco esiguo dovrebbe essere, ancora una volta, l'allenatore. Corini sembra ormai prossimo a veder concludere in breve tempo la sua avventura alla guida del Palermo, la squadra e soprattutto la città che lo ha riaccolto come il figliol prodigo otto anni dopo il suo addio da calciatore. La carica e la svolta a livello mentale che il tecnico di Bagnolo Mella voleva dare alla squadra, prima ancora che all'ambiente, sembra essere durata giusto una manciata di partite. La reazione che la squadra ha avuto soprattutto a Firenze e a Marassi, non si è vista nelle gare interne (squadra impacciata contro il Chievo e rinunciataria contro il Pescara), mentre un errore difensivo grossolano e un'evidente incapacità di far male in attacco sono costati caro in quel di Empoli.

Corini sembra ormai giunto al capolinea del secondo capitolo della sua storia a Palermo, anche se le colpe della mancata inversione di tendenza - nonostante siano arrivati quattro punti in cinque partite - non possono essere sue. Così come non possono essere di Roberto De Zerbi, il quale si prepara a rimettere nuovamente i vestiti in valigia e imbarcarsi sul primo aereo che porta a Palermo. Il bresciano di nascita che prende il posto dell'uomo nato a circa 15 chilometri dalla città che ne fa da capoluogo. Un uomo dalla filosofia aggressiva e offensiva che sostituisce un tecnico votato più all'occupazione degli spazi e al contenimento. Il mister chiamato a dare una svolta tecnica che rileva il tecnico incapace - e non per sue colpe - di far scattare un clic sul piano mentale e psicologico.

Si riparte dunque da De Zerbi. Lo stesso allenatore che Zamparini aveva difeso prima della sfida di coppa Italia contro lo Spezia, per poi essere delegittimato con termini e toni anche forti pochi minuti dopo la caduta al cospetto dei liguri al "Barbera". Un'altra scelta che il patron è pronto a prendere di polso, mettendosi alle spalle incomprensioni e delusioni per la guida tecnica rinnegata e poi richiamata in piena emergenza. Un ribaltone che non può essere considerato imprevisto, specialmente dopo le follie viste nella scorsa stagione, e che difficilmente non avrà un seguito se non ci sarà una svolta, se non sul piano dei risultati almeno su quello del gioco e soprattutto dell'atteggiamento dei giocatori. In attesa di un mercato che, però, con ogni probabilità non vedrà la rivoluzione sperata dalla tifoseria.

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