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Nibali, delusione atroce a Rio
Una caduta costa la medaglia


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Squalo protagonista di un’ottima azione con la squadra azzurra cade sul più bello e si rompe la clavicola.

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PALERMO - Un sogno coccolato sin dall’inizio della stagione, tutte le energie concentrate in quella singola gara che fino ad un certo punto sembra andare per il verso giusto, alla fine però una caduta pregiudica tutto. Per Vincenzo Nibali il sogno medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio, la ciliegina su una carriera già fantastica, si è interrotto a 12 km dal traguardo dopo più di 250 della tappa in programma nella città carioca. Una scivolata, quando il messinese si trovava in testa alla corsa con lo spagnolo Henao e il polacco Majka, da cui il campione dell’Astana non è riuscito più a rialzarsi finendo in lacrime a bordo strada. Oltre il danno, la beffa: clavicola rotta e rientro immediato in Italia per operarsi.

Un episodio più che sfortunato in una gara che fino a quel momento aveva messo in mostra un’ottima strategia del commissario tecnico Cassani che aveva visto inserirsi nella fuga giusta l’altro siciliano, il siracusano Damiano Caruso, e che a 25 km dal termine vedeva lo stesso Nibali e Aru staccare il gruppo dei migliori con una perfetta discesa. Poi gli attacchi dello Squalo che andavano a far male al gruppo in salita e la caduta da cui difficilmente un altro atleta potrebbe riprendersi. Il vincitore del Tour de France 2013 e di due Giri d’Italia però dopo questa batosta ritroverà di sicuro le motivazione per chiudere al meglio la sua comunque prestigiosa carriera. La medaglia d’oro a lungo coccolata da Nibali finisce sul collo del belga Van Avermaet, che già al Tour di quest’anno si era tolto la soddisfazione d’indossare la maglia gialla.

La cronaca. La fuga parte dopo appena 10 km dall’avvio con Kwiatkowski (Pol), e Zeits (Kaz) fra i più attivi che mantengono un vantaggio consistente fino ai meno 40 km con l’inserimento del siracusano Caruso, Henao (Col), Van Avermaet (Bel), e Thomas (Gb). Vincenzo Nibali e Fario Aru si mantengono nel gruppo dei migliori e nella penultima discesa proprio il sardo pilota il messinese nei primi con il compagno Caruso, Yates e Thomas (Gb), Van Avermaet (Bel), Henao (Col), Fuglsang (Dan), Zeits (Kaz). A 20 km dall’arrivo lo Squalo effettua i primi scatti accorciando il gruppo ai soli Henao e Majka con i vari Froome e Valverde che non riescono a ricucire sui battistrada. Il siciliano prova ad allungare sul gruppetto subito alle spalle dove spicca il francese Alaphilippe che nell’ultima discesa accorcia sul siciliani e i suoi compagni di fuga. A 12 km dal termine accade l’impensabile, Henao e Nibali scivolano entrambi riportando delle ferite che non gli consentono di ripartire. L’Olimpiade del messinese finisce nel peggiore dei modi con Majka che riesce ad evitare la carambola e poi chiudere al terzo posto dietro Van Avermaet, medaglia d’oro, e Fulgsang, argento.

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