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Novellino ritrova Zamparini:
"È più allenatore di prima"


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Il tecnico del Palermo ironizza sulle "incursioni" tattiche del patron friulano.

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PALERMO - Uniti si vince. Questo è il mantra di Walter Alfredo Novellino alla sua prima uscita pubblica da allenatore del Palermo. Una chiamata alle armi non solo per tutte le componenti della squadra, ma anche per i tifosi: “Li ringrazio e spero che accorrano a sostenerci in questa sfida importante - ha esordito il tecnico in sede di presentazione del match col Napoli -. C’è molto entusiasmo, c’è voglia di fare bene. Torno in massima serie dopo tanti anni e sono sicuro di poter dare esperienza a questa squadra. Dobbiamo lavorare sulla testa, dobbiamo trovare la giusta cazzimma per uscire da una situazione delicata. Dobbiamo farcela con le nostre forze”.

Impresa ardua, dato che il Palermo avrà davanti a sé un Napoli costretto a vincere per non far fuggire la Juventus in testa alla classifica: “Incontriamo una squadra fortissima, che lotta per la vittoria del campionato - prosegue Novellino - dobbiamo dunque fare una gran prestazione sul piano caratteriale. Il Napoli ha giocatori di qualità, ma anche il Palermo. Devono essere messi in condizione di far bene”. Su tutti Franco Vazquez, che nella girandola di moduli provati in questi tre giorni da Novellino ha trovato spazio sia da punta che da trequartista: “Ma Franco può giocare dove vuole - sentenzia il tecnico -. Io avevo il suo stesso ruolo da calciatore e Liedholm mi diceva appunto di fare quel che volevo, perché creavo superiorità. Ovviamente con dei piccoli accorgimenti”.

Un Palermo di qualità. Ne è convinto mister Novellino, soprattutto esaminando tutti gli elementi della rosa a sua disposizione: “Credo molto nella voglia di tutti. Ovviamente un cambio in panchina può portare altre forze, è normale che ci siano. Il Palermo ha una squadra di qualità, però le difficoltà vanno superate con il lavoro, principalmente sulla testa dei giocatori”. Una squadra da risistemare sul piano mentale, dunque, non certo da quello tattico: “Iachini, che è un mio figliolo, mi ha lasciato una squadra tatticamente a posto. Lo conosco bene, abbiamo parlato. Insieme abbiamo fatto grandi cose, qui bisogna solo lavorare sulla testa. Devo dire che ho studiato qualcosa per mettere la squadra in condizione di far bene, ma un allenatore non può stravolgere tutto in tre giorni”.

Niente ribaltoni, quindi, dopo la confusione creata negli ultimi mesi a suon di cambi in panchina. Maurizio Zamparini non ha messo a freno la propria verve da mangia-allenatori e lo stesso Novellino ha notato un patron più “pimpante” ad anni di distanza: “L’ho trovato più giovane, più carico. Anche più allenatore…”, scherza l’ex tecnico di Modena e Sampdoria, che però ammette di non aver chiesto alcuna garanzia per accettare il posto di allenatore a Palermo: “Zamparini lo conosco dal 1998, non ho chiesto nulla. Con lui c’è sempre un colloquio, ma anche un rapporto di stima. L’ho sempre avuta negli anni in cui siamo stati insieme”.

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