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Zamparini: "Ora basta, mi dimetto
So già chi prenderà il mio posto"


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Al termine di una giornata convulsa, il presidente del Palermo a ruota libera. Intanto, pare si vada verso un ritiro delle dimissioni presentate da Iachini, che a questo punto dovrebbe rimanere in sella. Ma non si sa bene con quale spirito dopo l'ennesimo strappo.

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PALERMO - "La situazione di oggi è paradossale”, e ad ammetterlo è lo stesso Maurizio Zamparini. Il caos nel quale tutta la Palermo calcistica cerca di sopravvivere in questi ultimi mesi viene ripercorso dal presidente rosanero nel corso del collegamento con Sportitalia: "Io quest'anno ho esonerato Iachini a novembre perché la squadra non migliorava - ammette il patron -. Esattamente come ha fatto il Bologna con Rossi, io ho mandato via il mio allenatore per Ballardini. Poi Ballardini non l'ho esonerato, lui a Verona voleva cambiare portiere senza la mia autorizzazione e c'è stato un forte dissidio con Sorrentino”. Ed ecco dunque che Zamparini torna sulla lite del dopo-Bentegodi: “Ho visto il nostro portiere esonerare l’allenatore e l’ho sgridato, anche perché è un uomo di fiducia e il nostro capitano. Queste cose di spogliatoio si risolvono in famiglia”.

La Zamparineide di questo 2016 passa poi per il tema più grottesco, ovvero la toccata e fuga di Guillermo Barros Schelotto, con tanto di tesserino non riconosciuto dalla Uefa: “Ma non mettevo in dubbio che certi professionisti potessero non sapere delle licenze necessarie”, ammette amaramente Zamparini, convinto tutt’ora di aver avuto nell’argentino un tecnico di talento: "In quattro partite ha fatto bene. Non Bosi o Tedesco, ma lui, che andava in panchina come dirigente accompagnatore. Con la Uefa avevamo avviato una pratica per fargli avere il tesserino in 7-10 giorni. Dopo la partita col Sassuolo, il suo avvocato mi ha chiamato per dirmi che voleva andare in Argentina, perché non si sentiva tutelato. Per questo io non ho esonerato nessuno, sono io ad essere stato esonerato dalle mie funzioni”.

Ed eccoci infine ai giorni nostri, con Iachini chiamato e sfiduciato tramite media: "Gli ho comprato anche un iPad per interloquire da soli, perché mi sono sempre confrontato con i miei allenatori. D'altronde sono un po' anche il direttore sportivo di questa squadra, e dopo tanti anni penso di capirne di calcio. Certo, la formazione non la faccio io, ma ho trasmesso le mie opinioni a Iachini. Ora sono preoccupato perché in tre partite siamo passati da +7 a +1 sul Frosinone, e mi sono permesso di dichiarare in diretta che l'atteggiamento del Palermo non mi era piaciuto. Non si può partire sconfitti e ammiro Carpi e Frosinone per questo, perché giocano col coltello tra i denti”.

Dichiarazioni che non sono affatto piaciute a Iachini, che a questo punto ha optato per le dimissioni: “I giocatori mi hanno espresso una preferenza per il modulo di Schelotto, considerando che manca un giocatore come Dybala, e lui mi ha detto che non sopporta che io parli ai giornali. Io ai giornali ho solo detto che il Palermo ha fatto una brutta prestazione, nulla di male. Siamo andati al campo e lì mi ha rassegnato le dimissioni, ho chiesto a Sorrentino di convincerlo del contrario e lui sembrava irremovibile. Una volta tornato a Milano ho dato l'ordine di revocare le dimissioni, perché non ci sono soluzioni. Ma sapete chi si dimetterà questa settimana? Zamparini. Perché mi sono rotto le scatole di questo calcio. Una scossa del genere, a questa squadra, andava data. Io con le mie scosse ho portato il Venezia dalla C2 alla Serie A e il Palermo per quattro anni in Europa. Io quest'anno sono una vittima. Quando perdo, perdo io. Quando vinco, vincono gli allenatori. Io quest'anno ho cambiato un solo allenatore, gli altri si sono esonerati da soli”.

Intanto la situazione attuale ha aumentato il malcontento in casa Palermo, ma Zamparini non vuol sentir parlare di contestazioni: "Questa scossa non doveva andare sui giornali, perché poi si parla di contestazione dei tifosi”. Un riferimento in particolare al contestatore solitario che ha attaccato il presidente allo stadio al termine dell’incontro con Iachini e con i giocatori, un caso isolato stando alle parole del numero uno del club di viale del Fante: "Se camminate con me a Palermo vedrete centinaia di persone che mi stimano e io sono innamorato di Palermo. Certamente ci sono i contestatori, e ci sono ovunque. Ammiro i tifosi del Verona che con la squadra retrocessa non contestano. Guardate il calcio inglese, dove la squadra viene sostenuta sempre”.

La bomba finale, però, Zamparini se la riserva per il finale. Poco prima di abbandonare il collegamento dalla sua casa, il presidente del Palermo annuncia l’imminente passaggio di “poltrona” ad un nuovo dirigente: "Ho 75 anni e a giugno non sarò più il presidente. Forse mi dimetto già la prossima settimana. Sono stufo, è dall'inizio dell'anno. Circa tre mesi fa avevo chiesto a Trapattoni, che non vedo da anni, se volesse fare il presidente del Palermo, perché io purtroppo non posso seguire la squadra da vicino”. Il nome designato resta un mistero: "Trapattoni mi ha detto di no, ma ho la soluzione per la settimana prossima, in modo da sostituirmi e stare vicino alla squadra in questo momento delicato. Mi metto in disparte e non voglio più leggere che questa squadra la sto facendo retrocedere. Per me questa squadra è buona, ma mi sono stufato. Metto una persona competente al posto mio e mi levo dalle palle”. Il countdown in attesa di un nuovo presidente è già partito.

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