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calcio - serie a

Palermo, è la stagione del caos
Così la B è quasi una certezza


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Ancora una rottura tra Zamparini e Iachini, le difficoltà di una squadra mentalmente scarica, i continui colpi di scena. Una gestione piena di errori rischia di complicare la strada verso una salvezza che al momento appare lontana. I tifosi contestano l'operato del patron.

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PALERMO – Schizofrenia. Impossibile trovare un aggettivo diverso. Zamparini sembrava sul punto di cacciare Iachini, adesso sembra che sia il tecnico a volere presentare le dimissioni. La ricomposizione, le scuse, ora la rottura. Un’altra. Oggi il Palermo è una squadra, domani no. Ieri la salvezza era possibile, oggi no. Domani chissà. Non c’è meta né direzione. Il Palermo sconfessa se stesso. Anzi, Zamparini sconfessa se stesso. Continuamente. A ogni gesto, parola, pensiero. Un’escalation di fatti e misfatti privi di criterio manageriale: il trionfo dell’emotività. Da non confondere con la passione, pressoché inesistente oramai. Se bastasse questo per decretare il destino di un campionato maledetto, il Palermo sarebbe già in Serie B. Meritatamente. Per manifesta inferiorità rispetto alle capacità gestionali delle altre 19 società del massimo campionato. Dalla Juventus al Verona, passando per le piccole Carpi e Frosinone. Chiunque meglio del marasma infinito che continua a sottrarre credibilità al club di viale del Fante.

Beppe sì, Beppe no. Beppe salvatore della patria, Beppe come Craxi, Beppe presuntuoso. Zamparini ancora una volta si appresta a cambiare le carte in tavola e a rivoluzionare quanto già raso al suolo in precedenza. Scelte su scelte, scelte contro altre scelte. Poco male, sinché si tratta del giocattolo Palermo. Risulta difficile ipotizzare uno Zamparini imprenditore agire allo stessa maniera: sarebbe un modus operandi che rischierebbe di mettere in ginocchio qualsiasi azienda. Una serie di enigmi si addensano sul futuro di una squadra che adesso non si sa bene con quale spirito dovrà affrontare le restanti dieci partite. Al di là del risultato sportivo – salvezza o retrocessione – il triplice fischio dopo l’ultima gara sarà una liberazione. Per i giocatori, per quanti si siederanno in panchina da qui sino al termine della stagione. Magari si arriverà alla doppia cifra di avvicendamenti: in fin dei conti è divertimento allo stato puro. Animato dalla paura di retrocedere. Ma la vera liberazione sarà per il popolo rosanero.

Dopo il tifoso che scrive al presidente, è giunto il momento del tifoso che contesta il presidente. Faccia a faccia, senza peli sulla lingua. “Siamo stufi, te ne devi andare. Meglio finire in Serie C”. Intorno al Palermo gravitano tre universi paralleli: Zamparini, staff e squadra, sostenitori. Ognuno con la propria idea, con il concetto di obiettivi da inseguire, frustrato da qualcosa. O da qualcuno. Presidente ieri stanco del calcio, oggi di Palermo, domani magari degli arbitri. Giocatori e allenatori messi alla gogna a quarti d’ora alterni e stufi di una situazione tutt’altro che professionale. Il pubblico, che paga pegno a una passione che nell’ultimo lustro ha regalato ben poche soddisfazioni. Forse è giunto il momento di staccare la spina al circo, andare avanti in questo modo non ha alcun senso. Comunque vada, al termine della stagione si rischia la resa dei conti tra faide. Palermo è stufa, lo spettro di una retrocessione in questo momento passa in secondo piano.

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