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calcio - serie a

Iachini vuole le dimissioni
Duro faccia a faccia in sede


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Il presidente dopo aver incontrato la squadra a piccoli gruppi, tiene a rapporto il tecnico. Il ritorno di Ballardini è un'ipotesi valida, intanto il marchigiano non ha diretto l'allenamento, affidato al suo vice Carillo, affiancato da Tedesco e Viviani.

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PALERMO - Una nuova situazione paradossale sta riguardando il Palermo calcio. I protagonisti sono ancora loro, Beppe Iachini e Maurizio Zamparini, con il bene della squadra ancora al centro di un loro contenzioso. La redazione di Live Sicilia Sport ha seguito in diretta l'evoluzione direttamente da Boccadifalco, dove la squadra si è allenata.

18.16 - Beppe Iachini ha lasciato la struttura di Boccadifalco, senza rilasciare dichiarazioni.

17.47 - Zamparini ha voluto chiarire la faccenda, intervistato da Itasportpress: "Iachini vuole dimettersi ma sia io che i miei giocatori stiamo cercando di convincerlo a non lasciare il Palermo. La stima per Iachini c’è e non gli daremo una fiducia a tempo in vista del Napoli. Ballardini non l’ho chiamato, prima voglio convincere Iachini a restare. Il 99% dei palermitani mi sostiene, solo una piccolissima parte della tifoseria rosanero non mi ama. E’ solo l’1% che mi contesta, ma questo esiste in ogni parte del mondo".

17.24 L'allenamento è stato diretto da Fabio Viviani e Giovanni Tedesco, con l'ausilio di Giuseppe Carillo, il vice di Iachini.

A Boccadifalco sì, in campo no. Giuseppe Iachini è arrivato al centro di allenamento del Palermo, così come il resto della squadra, ma la seduta pomeridiana prevista per oggi in vista della sfida di domenica prossima contro il Napoli non è iniziata nell’orario previsto. Il motivo è presto detto: Maurizio Zamparini, per l’ennesima volta in stagione, ha sfiduciato l’allenatore. E lo ha fatto con tutta l’intenzione di esonerarlo, una scelta maturata già la scorsa domenica dopo la sconfitta con l’Inter. Una squadra senza mordente, scesa in campo con un atteggiamento rinunciatario, che ha fatto infuriare il patron. A quel punto, si è optato per il colloquio faccia a faccia con tutti, fino alla scelta di sfiduciare definitivamente l’allenatore, rientrato lo scorso 15 febbraio.

Troppe cose in poche settimane, quelle che a Zamparini non sono andate giù. L’esclusione di Aleksander Trajkovski per la sfida contro l’Inter, il mancato utilizzo di Balogh, la partenza dalla panchina di Djurdjevic e Quaison, con Gilardino costretto ad agire da unica punta senza alcun supporto. Poi vengono le prestazioni, da quella tragica con la Roma a quella senza speranza contro l’Inter, passando per uno 0-0 scialbo tra le mura amiche contro il Bologna. Le aspettative per il match col Napoli, al netto di queste ultime partite, non possono certo essere rosee e questo ha portato Zamparini a riflettere sull’ennesimo esonero di questo 2016 senza pace.

Giuseppe Iachini, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni, lascerebbe in questo modo la panchina a due possibili candidati: Giovanni Tedesco, per l’ennesima decisione “casalinga” fatta nell’ottica del risparmio (impossibile dire della “continuità” in una situazione talmente paradossale), oppure un clamoroso ritorno, quello di Davide Ballardini. Il tecnico romagnolo formalmente non è più sotto contratto col Palermo, motivo per cui dovrebbe avviare una seconda negoziazione col club di viale del Fante qualora la decisione dovesse cadere nuovamente sul tecnico cacciato via a gennaio dalla squadra, prima che dalla società.

Già, l’esonero in diretta tv da parte di Stefano Sorrentino e tutti gli strascichi che sono seguiti, in quel caso, cosa diventerebbero? L’ennesimo colpo di scena in un ambiente assuefatto dai cambi di direzione o la definitiva spaccatura tra squadra e società? I giocatori accorsi in sede non sembravano essere certo l’emblema della felicità, dato anche il momento negativo. Richiamare il tecnico che litigò platealmente col capitano sarebbe un’altra zappata sui piedi. E se, come promesso, Ballardini ha denunciato Sorrentino per le parole espresse in diretta tv, come si risolve la questione legata alla clausola compromissoria? Ballardini, qualora avesse esposto denuncia senza il via libera della federazione, avrebbe violato la clausola. E la vicenda rischierebbe di assumere contorni ancor più grotteschi.

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