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calcio - serie a

Iachini, dimissioni respinte
No anche alla soluzione interna


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Zamparini si è opposto alla richiesta del tecnico marchigiano, il quale voleva concludere con tre mesi di anticipo la sua permanenza tra le fila rosanero.

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PALERMO - Dalle parti del capoluogo siciliano, quando si parla di calcio, si è assuefatti ai colpi di scena. Quindi, a questo punto, perché farsi mancare quello più clamoroso? Giuseppe Iachini non era più l’allenatore del Palermo, o meglio, Giuseppe Iachini non è più l’allenatore del Palermo stando alle sue volontà. Nulla ha potuto fargli cambiare idea. Lo scontro col presidente in sede, lasciata da entrambi in un’atmosfera a dir poco pesante, è stato il primo passo di una giornata lunghissima per il tecnico marchigiano. Si è arrivati fino a Boccadifalco, all’incontro con tutta la squadra e tutte le componenti dello staff, e nessuno di questi è riuscito a far cambiare idea a Iachini che non vuole più guidare i rosa, fino all’ultimo coup de theatre: Zamparini respinge le dimissioni del tecnico, per la terza volta in questa stagione.

Lo scenario è questo: Iachini non vuole più allenare alle dipendenze di Maurizio Zamparini, che a sua volta per sopperire alle dimissioni presentate dal tecnico marchigiano chiama nientemeno che Davide Ballardini. Quel Davide Ballardini che mise fuori rosa Maresca, Rigoni e Daprelà, che litigò con Sorrentino nel pre-partita di Verona-Palermo e che denunciò lo stesso Sorrentino dopo le parole al veleno rilasciate alla stampa al termine della sfida in terra scaligera. Le espressioni dei giocatori, una volta comunicata la decisione, erano tutte un programma. Volti scuri, incredulità e poca voglia di parlare. E Ballardini, in tutto ciò, era pure senza contratto, motivo per cui si è dovuto dare il via ad una nuova trattativa. Naufragata sul nascere, qualora ci fossero dei dubbi.

Ecco dunque che Zamparini ha speso tutte le sue carte per trattenere Iachini a Palermo, ma non sarà facile. Il tecnico sembra disposto a rinunciare a quei pochi mesi di contratto rimasti, ha salutato i pochi tifosi presentatisi a Boccadifalco in attesa che varcasse il cancello e ha fatto capire chiaramente di aver chiuso col Palermo. La squadra, sfinita da questo infinito andirivieni di allenatori, non sa più cosa aspettarsi. Nemmeno in società sanno quale possa essere la prossima mossa di Zamparini, considerando che Iachini appare poco incline ad un altro dietrofront, dopo quello che lo ha riportato in Sicilia al termine della brevissima avventura di Giovanni Bosi sulla panchina della prima squadra.

Senza Ballardini e senza Iachini, resterebbe comunque improbabile la pista interna. Niente promozione per Viviani, mai realmente andato a genio al presidente e definitivamente accantonato dopo il 4-0 subito in casa del Genoa. Nulla da fare anche per Bosi, che ormai vuole concentrarsi solamente sulla Primavera per condurre al meglio i suoi verso il Torneo di Viareggio e le finali scudetto. Resterebbe Tedesco, ma già al momento di chiamare Bosi in prima squadra non è certo arrivato un attestato di fiducia, “relegandolo” al ruolo di vice. E a quel punto si potrebbe andare sulle tracce di qualche uomo d’esperienza, per traghettare una squadra sull’orlo del baratro verso la salvezza. Salvo colpi di scena, che ad oggi non si possono escludere.

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