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Gugliotta striglia il suo Messina:
"Dobbiamo ritrovare serenità"


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Il vicepresidente dei giallorossi vuole rivedere la stessa squadra che ha sorpreso tutti nel girone di andata. E torna sulle dimissioni di massa, poi ritirate, dei dirigenti.

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MESSINA - Il Messina torna alla normalità. Dopo giorni difficili, scanditi da frasi non dette, da voci di corridoio e da un silenzio stampa che forse ha fatto più male che bene, in casa giallorossa si ritorna a parlare dopo uan crisi societaria rientrata. Prima di tutto però c’è da analizzare una situazione tecnica non semplicissima, con il vicepresidente Pietro Gugliotta (Natale Stracuzzi fuori città per lavoro) che punta su un pronto riscatto dei giallorossi dopo la brutta battuta d’arresto contro la Fidelis Andria: “I giocatori ci devono delle scuse e per sdebitarsi dovranno andare a fare subito risultato a Rieti. Lo pretendiamo, siamo ad un giro di boa. Quella con la Lupa Castelli Romani è una trasferta importantissima, sulla carta piuttosto agevole. Siamo in una posizione tranquilla ma non possiamo più sbagliare. Siamo stati in vetta, non possiamo sprofondare in zona play-out".

“Dobbiamo ricompattarci e ritrovare la serenità che ha caratterizzato l’inizio del campionato - prosegue Gugliotta - . Il silenzio stampa era stato indetto dopo le eccessive dicerie sulle scommesse anomale ed i mancati risultati della squadra. Con l’Andria è maturata infatti una sconfitta inaspettata. Loro erano privi di tanti elementi e noi invece in formazione tipo”.La situazione economica però continua a non essere particolarmente rosea, la situazione ereditata non è delle più semplici inoltre ci sono anche dei creditori a cui bisogna anche dar conto: “In estate quattro soci hanno rilevato con coraggio una società indebitata, più di quanto si potesse prevedere. C’è qualcuno che ha provato a farci uno sgambetto ma noi come l’acciaio ci pieghiamo ma non ci spezziamo. Ci sono stati svariati decreti ingiuntivi ed addirittura dei pignoramenti in Lega da parte della Italtelo“.

Poi un passaggio sulla crisi societaria, con le dimissioni rientrate di cinque componenti, tra cui il d.g. Lello Manfredi e il d.s. Christian Argurio: “Dobbiamo ritrovare stabilità anche in ottica futura. Le richieste di dimissioni sono arrivate in un periodo delicato. Gli incontri con la proprietà hanno risolto tutto anche perché abbiamo sempre riconosciuto la loro professionalità. Saremo più vicini a questi dirigenti, a cui vanno i nostri ringraziamenti. Adesso siamo più compatti di prima”. Presente anche il tecnico Lello Di Napoli che ha risposto a muso duro a qualche critica arrivata dopo l’ultima sconfitta: Nel giorno della mia presentazione ho detto che sarebbe stato un onore rappresentare il Messina e lo confermo anche adesso, ma da persona umile quale sono non voglio essere scambiato con una figura non professionale. Lavoro otto ore al giorno, se non di più, per la squadra, dimostrando di avere umiltà. Mi prendo le critiche, ci sta quando non si vince che il primo responsabile sia l’allenatore e questo vale anche per domenica, ma non voglio passare per chi non ha gli attributi”.

Sei sono i punti di vantaggio sulla zona playout, ma la salvezza è ancora tutta da conquistare: “Abbiamo avuto anche una flessione a livello mentale. Ho rivisto la partita ed a livello di carattere è stata una delle peggiori gare. Eravamo convinti di fare un sol boccone dell’avversario, invece la salvezza passa da tanti sacrifici, altrimenti non si va da nessuna parte. La società, pur essendo neofita e commettendo degli errori, ci mette nelle migliori condizioni per operare. Bisogna però remare tutti nella stessa direzione per condurre la nave in porto. I tifosi ci sono stati sempre vicini e ci hanno stimolato, è giusto ricevere sia applausi che fischi. Non è più il momento di parlare, servono i fatti”.

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