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Catania, inizia l'era Moriero:
"Azzeriamo tutto e ripartiamo"


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Il nuovo allenatore rossoazzurro presentato da Pitino e Bonanno. Dieci partite da affrontare come finali per evitare la Serie D e gettare le basi per un futuro comunque da decifrare.


CATANIA - Le dieci giornate di Francesco Moriero. Il contratto del neo allenatore rossoazzurro durerà giusto il tempo dell’appendice finale del campionato. Intanto, il dopo-Pancaro è ufficialmente scattato. E la determinazione di Maniero, questa mattina in conferenza stampa, ha spiazzato tutti: “La durata del contratto non era importante. Era importante mettersi in discussione in un club che ha fatto la storia del calcio italiano. La stima e la fiducia vanno conquistate: ho preso la macchina ed ho fatto nove ore di strada. Per me è un orgoglio: questa chiamata del Catania è come essere chiamati dalla Juventus, dall’Inter o dalla Roma. E’ un momento delicato ma la squadra ha elementi importanti”.

Moriero è stato un fiume in piena. Non ha centellinato alcuna parola: ha ribadito di volere dare tutto e chiederà lo stesso ai suoi ragazzi che dice di conoscere uno per uno. “Ho già avuto e allenato Calil, Russotto, Nunzella, Lupoli. Voglio che scendano in campo e impongano il loro gioco: la società ha fatto un grande lavoro così come lo ha fatto Pancaro. Ma ora c’è Moriero e devo conquistarmi la riconferma. Questa è una squadra fatta per giocare a calcio e non per aspettare l’avversario. Noi dobbiamo salvarci e uscire da questa situazione. In questo momento dovremo dare il 200%".

"La mia sensazione è la squadra stia bene - prosegue Moriero -. Questa è una squadra superiore rispetto alla posizione che ha in classifica: adesso dobbiamo fare un cambio di passo ed è normale che i ragazzi stiano provando a capire cosa vuole l’allenatore. Io non guardo il curriculum dei giocatori: io ho le idee chiare, devono darmi intensità. Ho bisogno di intensità. Voglio, ad esempio, centrocampisti che verticalizzino verso gli attaccanti. Non posso stravolgere nulla in due giorni. Per me la cosa più importante non è il passato: azzeriamo tutto, riconquistiamo la fiducia e l’entusiasmo dei nostri tifosi. Dobbiamo restare uniti. Mi sto giocando molto: ma io ho voluto fortemente il Catania. Io ho esordito con la maglia della nazionale proprio qua al Massimino e mi auguro che mi porti fortuna”. Domenica, si va a Martina Franca. Sfida ostica e terreno sul quale lo stesso Moriero vi torna da ex: “Se ho trovato giocatori scarichi psicologicamente? Sarebbe assurdo: devono ringraziare ogni giorno solo per il fatto che siano qui a Catania. Domenica dovremo andare a Martina ed imporre il nostro gioco: è questo che dovremo fare”.

In apertura di conferenza stampa il neo tecnico rossoazzurro si era presentato “scortato” dal direttore generale Giuseppe Bonanno e dal ds Marcello Pitino. Considerazioni di entrambi che meritano un capitolo a parte.

BONANNO: “Vorrei ricordare da dove è partito il Catania. Eravamo ad un punto nel quale nessuno poteva immaginare che saremmo potuti ripartire: siamo venuti fuori da una situazione incredibile. E di questo lavoro, ce ne pregiamo. Ma se oggi siamo qui, a livello tecnico, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Chi vuole bene al Catania deve stringersi attorno a questa squadra: è questo il mio appello in questo momento così delicato. Ma la squadra è forte e deve venire fuori da questo momento delicato”.

PITINO: “Abbiamo superato il momento più difficile che era quello economico: ora dobbiamo uscire da una situazione delicata noi non pensavamo di ritrovarci. Forse è mancata un po' di cattiveria: con i giocatori abbiamo parlato di superficialità, ci siamo specchiati troppo. Abbiamo deciso di dare una svolta totale a questo pensiero prendendo la decisione di cambiare il tecnico e lo staff. E non è stato un cambio a cuor leggero perchè Pancaro aveva fatto un buon lavoro”.

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