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Ciclone Boatright sulla Serie A
L’Orlandina può spiccare il volo


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L'americano asso nella manica di un cambio di marcia che ha sancito la rinascita della squadra di coach Di Carlo. Una stella che intende scrivere pagine importanti con la canotta paladina.

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CAPO D’ORLANDO (MESSINA) - Quando Ryan Boatright ha fatto il suo esordio in Italia, l’Orlandina era appena riemersa dalle sabbie mobili dopo un complessivo -56 tra Pistoia e Cantù. Due scoppole memorabili, seguite da un successo da brividi contro Venezia. Un 55-53 nel quale la prestazione, alla fine, è passata in terzo piano, almeno rispetto a quei due punti che hanno permesso a coach Di Carlo e ai suoi di rifiatare. Il resto è storia odierna, con Capo d’Orlando a quattro punti di distanza dall’ultimo posto, occupato sempre dalla Manital Torino, e con uno scontro diretto da giocare al PalaFantozzi dopo aver espugnato il PalAuxilium all’andata. Un’opportunità enorme tra meno di due settimane per portare a sei i punti di vantaggio dalla zona retrocessione, virtualmente ad otto prendendo in considerazione un’eventuale doppia vittoria contro i piemontesi.

Chi ci avrebbe sperato dopo Orlandina-Venezia? In pochi, poi il ciclone Boatright ha fatto irruzione sul campionato di Serie A e ha sparigliato le carte nella lotta salvezza. Un impatto più “violento” di quello avuto da Daye a Pesaro, altra squadra tornata pericolosamente a pochi passi dal limbo, anche perché la guardia cresciuta a U-Conn ha sempre dimostrato di poter essere decisivo nei finali di gara. Una qualità mica da ridere per il numero undici della Betaland, che ha di fatto portato a casa gli ultimi quattro punti in classifica dei paladini. Due canestri nei possessi decisivi e in entrambi i casi la firma in calce su due vittorie che potrebbero valere oro da qui a fine stagione. La spinta in più che mancava in ottica salvezza.

A Varese Boatright s’è travestito da centometrista per appoggiare a canestro il pallone del sorpasso sulla sirena. In casa contro Caserta, invece, una volta centrato il primo tiro dall’arco non ha più smesso. E giusto per variare il repertorio, ha inchiodato in contropiede la schiacciata del definitivo 65-59, ribadendo ancora una volta chi è che sta facendo saltare il banco in questa lotta salvezza. Cinquantanove punti nelle ultime due partite, quasi trenta di media, col ruolo di sesto uomo che gli calza a pennello per la capacità di spezzare in due le difese. Numeri che, uniti a quelli delle prime due partite italiane, portano a 23,5 punti di media in ventotto minuti di gioco, tirando col 42% dall’arco. Medie che hanno poco a che vedere con la corsa alla permanenza in massima serie.

E dire che il suo arrivo a Capo d’Orlando era passato quasi in silenzio, come se l’acquisto di un campione NCAA fosse prassi per un club come l’Orlandina. La grandezza del colpo messo a segno dai Sindoni, se mai ce ne fosse stato di bisogno, è stata confermata dal campo. Giusto il tempo di ambientarsi col basket italiano (anche se ancora oggi prende qualche fischio evitabile per infrazione di passi) e con l’estrema fisicità degli allenamenti al PalaFantozzi per poi spiccare il volo. C’è anche chi sogna, chi vede Sassari a sei punti di distacco e immagina una rimonta da favola per la postseason, ma ancora è presto per capire dove porterà il Boatright show. Lo spettacolo procede per tappe e la prossima andrà di scena a Cremona. L’asso dell’Orlandina non intende abbassare le proprie medie.

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