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Messina, bloccata la diaspora
La dirigenza rimane compatta


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Il direttore sportivo Argurio, il direttore generale Manfredi e gli altri membri dell'organigramma societario hanno ritirato le dimissioni. Ora il club può essere più sereno.

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MESSINA - Lo strappo che aveva squarciato il Messina si ricuce, almeno per ora. L’incontro decisivo è stato oggi pomeriggio quando attorno al tavolo si sono seduti i vicepresidenti Pietro Oliveri e Pietro Gugliotta (il numero uno peloritano Natale Stracuzzi è fuori città per lavoro) con i sei dimissionari, ovvero il direttore generale Lello Manfredi, il direttore sportivo Christian Argurio, i responsabili dell’area comunicazione Fabio Formisano e Vittorio Fiumanò e il responsabile dell’area marketing Luigi Larizza. Solo quest’ultimo ha confermato di lasciare immediatamente la barca giallorossa, mentre gli altri cinque hanno ritirato le dimissioni. Già a metà della scorsa settimana c’era stato il primo incontro tra le parti, in cui la società aveva chiarito la volontà di voler ripianare dopo le ultime incomprensioni, facendo anche qualche programma per il futuro.

Il fatto che non fosse stata la rottura definitiva era un indizio più che valido, così oggi la situazione si è definitivamente ricomposta. C’erano da limare dettagli non trascurabili circa il rispetto dei ruoli, le eccessive intromissioni da parte di qualche dirigente che aveva provocato la rottura. Vale la pena sottolineare che più che di una vera e propria pace si tratta di una tregua almeno fino a maggio, quando si potranno tirare le somme di una stagione partita col botto e che tra voci su scommesse, dimissioni di massa e qualche scivolone di troppo in campionato, ha preso una piega antipatica. Si conclude oggi una crisi che per diverse settimane è covata sotto la cenere per poi esplodere subito dopo la discussa partita con la Paganese, con le voci di un imminente ingresso di Pasquale Leonardo in società e con alcune posizioni mediatiche prese dai vertici societari, che hanno avuto il sapore più di una fuga in avanti solitaria che di una scelta condivisa.

Il pareggio di Matera ha rasserenato un po’ gli animi, mentre domenica contro la Fidelis Andria nessuno dei dimissionari ha fatto mancare la propria presenza. Adesso la speranza è che la normalità torni presto, mentre è probabile che nei prossimi giorni venga interrotto il silenzio stampa con una conferenza in cui la società chiarirà ogni punto.

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