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È un Palermo insicuro e prudente
Salvezza: a marzo ci si gioca tanto


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Contro il Bologna i rosanero hanno badato più a non prenderle, probabilmente ancora scottati dal pokerissimo incassato a Roma. I punti sul terzultimo posto salgono a quattro, il prossimo può essere un mese decisivo.


PALERMO – Poche emozioni e tanti sbadigli contro il Bologna. Piccolo passo per un Palermo bloccato dalla paura, ancora scottato dalle cinque reti incassate dalla Roma nel turno precedente. Un eccesso di prudenza per affrontare il match sulla carta più abbordabile del ciclo terribile iniziato proprio all’”Olimpico”. Un punto che non modifica di molto una situazione che rimane delicata, rimandando alle prossime gare l’appuntamento con una vittoria che manca dallo scorso 20 gennaio, ovvero dal 4-1 all’Udinese al momento unica soddisfazione di un girone di ritorno che sta ponendo più di un ostacolo lungo la strada che conduce alla salvezza. Probabilmente non si poteva chiedere altro a una squadra giunta all’appuntamento con il lunch match della ventisettesima giornata senza alcune pedine fondamentali e con la necessità di ritrovare fiducia e autostima, mentre dall’altra parte i felsinei hanno confermato quanto di buono fatto vedere nelle scorse settimane, peccando di lucidità solamente negli ultimi 16 metri. Scarsa verve offensiva anche in casa rosanero nonostante l’ennesima prova tutta sudore e sacrificio di Gilardino, ultimo giocatore ad andare a segno quasi tre gare fa.

Lo 0-0 maturato al “Barbera” è un risultato giusto, per quello che si è visto nell’arco dei novanta minuti di gioco. Il dato incoraggiante riguarda la tenuta della difesa, riuscita nell’impresa di concludere una gara senza reti al passivo per la prima volta nel girone di ritorno. Merito anche di un Posavec capace di calarsi con personalità nel ruolo di titolare, in attesa del ritorno tra i pali di capitan Sorrentino. Il portiere croato è risultato decisivo in un paio di circostanze, dicendo di no ai tentativi di Destro. Positiva anche la prova di Pezzella, stantuffo instancabile sulla sinistra; senza particolari sbavature la gara di Vitiello. Il rientro dall’inizio di Maresca si è rivelato prezioso soprattutto quando occorreva abbassare i ritmi imposti in alcuni frangenti della gara dal Bologna, mentre in fase di costruzione il Palermo non è riuscito a porre rimedio alle oramai note difficoltà presenti da inizio stagione. Raramente efficace un Vazquez ancora una volta a corrente alternata: l’italo-argentino, peraltro, non ha celato un certo nervosismo quando ha dovuto lasciare il campo per fare spazio a Trajkovski.

Si riparte dal quartultimo posto in classifica ma con un punto in più di vantaggio sulla zona retrocessione: quattro le lunghezze che separano i rosa dal Frosinone, sconfitto dalla Sampdoria a Marassi. Adesso il rush finale per meritarsi la conferma tra le grandi d’Italia, magari gettando le basi per un futuro meno problematico rispetto a una stagione sin qui vissuta tra affanni e parecchi punti di domanda: undici partite da giocare al massimo. Quattro delle prossime sei in trasferta. Si comincia da Milano, contro l’Inter, dopodiché al “Barbera” sarà di scena il Napoli. Quindi il doppio appuntamento esterno sui campi di Empoli e Chievo, prima di ricevere la Lazio. La proibitiva visita allo Juventus Stadium per affrontare i campioni d’Italia ad anticipare la volata con quattro scontri diretti nelle ultime cinque sfide: il primo contro l’Atalanta tra le mura amiche, seguito dalla trasferta di Frosinone e dal match interno contro la Sampdoria. Penultima al “Franchi” di Firenze, a chiudere il confronto in casa con il Verona. Undici partite per ottenere poco più di una decina di punti e mantenere una categoria erroneamente considerata un diritto acquisito piuttosto che una fortuna da difendere a qualsiasi costo. La strada è ancora lunga, necessario remare tutti dalla stessa parte.

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