Live Sicilia

calcio - serie a

Diritti tv, una ripartizione iniqua
Il Palermo vota contro e perde


Articolo letto 4.698 volte

Più soldi per le prime dieci classificate, solo le briciole alle altre: un sistema che rischia di penalizzare il club di viale del Fante. Ma la battaglia d'opposizione viene combattuta solamente insieme al Chievo: sconfitta inevitabile.

VOTA
0/5
0 voti

PALERMO - La pioggia di milioni che “bagnerà” la Serie A al termine di questa stagione rischia di non essere poi così benevola per il Palermo. L’accordo sulla ripartizione dei diritti tv per il campionato attualmente in corso, infatti, non ha trovato il parere favorevole del club rosanero. Il pomo della discordia è la percentuale in più rispetto all’ultimo accordo televisivo: una cifra che verrà suddivisa quasi esclusivamente tra le prime dieci squadre del campionato. Peccato che nell’Assemblea di Lega tenuta a Milano siano stati solamente due i voti contrari alla nuova suddivisione degli introiti televisivi, col Chievo unica società a fare compagnia al sodalizio di viale del Fante. Un fronte troppo esiguo per far valere le proprie ragioni e per ridurre una sperequazione ulteriormente accentuata dalle decisioni prese nell’ultima riunione.

La nuova tornata di introiti televisivi porterà alle venti partecipanti nel campionato di Serie A una cifra pari a 1,2 miliardi di euro a stagione, il 20% in più rispetto ai ricavi dell’ultimo ciclo triennale. Un surplus che verrà però destinato soprattutto alle prime dieci in classifica. Saranno infatti loro a spartirsi la parte maggiore di questa percentuale, mentre altri trenta milioni verranno destinati al cosiddetto “paracadute” da assicurare alle tre retrocesse, il cui valore sale dunque a quota sessanta milioni. Il resto verrà trattenuto dalla mutualità e da Infront per le commissioni, mantenendo di fatto invariati i ricavi televisivi di tutte le altre squadre, quelle che in classifica occuperanno le posizioni dall’undicesimo al diciassettesimo posto.

Il Palermo, attualmente sedicesimo in campionato, si ritrova dunque coinvolto nel novero delle squadre che avranno poco o nulla di questo surplus. E la suddivisione dei diritti tv, che in Italia è già da tempo tra le meno eque rispetto ai principali campionati europei, vede aumentare ulteriormente l’abisso tra le prime e le ultime della classe. Solo la Liga ha una sproporzione maggiore, ma con la nuova vendita centralizzata punta a riequilibrare le differenze tra il duo Real Madrid-Barcellona e il resto della massima serie spagnola. Per il resto, la Serie A resta nettamente dietro ai campionati di massima serie di Inghilterra, Germania e persino Francia.

Sorridono le prime, dunque, e paradossalmente anche le ultime. Anche se, in realtà, il raddoppio del paracadute può rappresentare soltanto una magra consolazione per chi si ritroverà ad affrontare una retrocessione. Resta identica la differenziazione in base alle stagioni disputate in massima serie, dunque se a retrocedere è una neopromossa il paracadute assegnato sarà di dieci milioni, quindici se al secondo anno di Serie A e venti per tutti gli altri casi. Eppure, se si prende l’esempio del Palermo, al secondo anno consecutivo di Serie A, quei quindici milioni di paracadute coprirebbero meno della metà del totale ricavato dai diritti televisivi. Da qualunque lato la si guardi, alla fine, per i rosa rischia di non esserci alcun beneficio.

/web/virtualhosts/sport.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php