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basket - serie a

Orlandina-Caserta, Di Carlo:
“Per me non è un derby"


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Le parole del coach paladino in vista del match contro i campani. A Capo serve un successo in chiave salvezza.

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CAPO D’ORLANDO (MESSINA) - Per Gennaro Di Carlo, che alla Juvecaserta campione d’Italia del ’91 faceva l’allenatore delle giovanili e che in provincia di Caserta c’è nato, quella di domenica non sarà una giornata da segnare in rosso sul calendario. Niente aria di derby e nessuna emozione contro quella squadra che lo ha fatto entrare nel basket. Conta solo fare bottino pieno per l’Orlandina e per continuare la scalata verso la salvezza: "Sarà una partita come tutte le altre - ha ammesso il coach di Capo d’Orlando -. Dalla palla a due bisogna solo andare alla sostanza”. La pausa, in questo senso, non deve far perdere la concentrazione ad una squadra ancora troppo vicina all’ultimo posto: "Dopo una settimana di pausa si torna a battagliare, in un campionato dove nessuno deve perdere di vista la delicatezza e l’equilibrio nella lotta per non retrocedere".

Una settimana di stop che è stata comunque utile per ricaricare le pile. L’Orlandina ha dato dimostrazione di essere in netta ripresa, grazie anche agli ultimi arrivati in sede di mercato, e Di Carlo ha approfittato di questi giorni senza partite per registrare meglio l’inserimento dei nuovi nei meccanismi biancazzurri: "Questa sosta è stata utilizzata per sistemare qualcosa di campo e soprattutto per la condizione atletica”, ha aggiunto il coach nella consueta conferenza stampa pre-partita, spronando anche i suoi ragazzi a non presentarsi scarichi dopo questo periodo di pausa: "Bisogna scendere sul parquet con tanta attenzione e aggressività mentale - prosegue Di Carlo - il nostro obiettivo immediato è questo".

Parole che fanno eco a quanto dichiarato anche da Lawrence Bowers, che punta a dare il massimo contro Caserta: "Non penso che questa settimana di pausa sia stata negativa, è servita a tutti per rilassarci e recuperare le energie per le prossime partite. Sappiamo che contro Caserta ci giochiamo una sfida importante, da vincere. Ce la metteremo tutta. Inoltre in questa settimana abbiamo fatto gruppo. Tutto nasce dallo spogliatoio, l’energia del coach è contagiosa e ci fa vivere gli allenamenti in una maniera diversa. Il gruppo così è unito, ci piace. Anche se per alcuni giovani questa è la prima esperienza e possono esserci degli errori, la fiducia che c’è è importante”. E in tutto questo, i nuovi si sono trovati subito a loro agio: "Boatright e Nankivil ci hanno dato una grande mano, ma anche mentalmente. Se quel tipo di energia che mettiamo negli allenamenti la scateniamo nel corso delle partite, contagiamo anche i nuovi giocatori”.

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