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calcio - serie a

Centro sportivo, nuovi scontri
Palermo-Carini, fuoco incrociato


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Il Consiglio comunale accusa il club di non aver dato alcuna risposta, ma a sua volta da viale del Fante si punta il dito sull'aumento dei contributi di costruzione. Ma la variazione è per effetto di una legge di tredici anni fa.

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CARINI (PALERMO) - Quel centro sportivo che non c’è (e chissà se mai ci sarà) continua a scatenare polemiche. Il Comune di Carini accusa il Palermo di non aver più dato risposte, il club rosanero ribatte adducendo ad un aumento della quota legata al contributo sul costo della costruzione dell’impianto, e per l’ennesima volta nel giro di un anno ci si ritrova ad un punto di scontro. Un punto dal quale sembra impossibile uscire, dato che la delibera con cui il consiglio comunale ha approvato le nuove misure è stata verbalizzata il 9 aprile 2015, quindi prima che scattassero le polemiche sulla mancata convocazione del consiglio straordinario e prima che la nuova giunta, riunitasi nell’agosto dello stesso anno dopo le elezioni, garantisse la prosecuzione dell’iter per la realizzazione dell’impianto.

La quota percentuale relativa al contributo sul costo di costruzione del centro sportivo, come si legge nella delibera del Comune di Carini del 9 aprile scorso, è stata aumentata al 5,5%. Non più allo 0,5%, quota con la quale il Palermo aveva iniziato il proprio iter con la giunta comunale carinese. Tale percentuale è legata alle concessioni relative a costruzioni o impianti destinati ad attività turistiche, commerciali e direzionali, comprese quelle relative a costruzioni o impianti destinati ad attività ricreative e/o sportive. Il progetto di centro polifunzionale presentato dal Palermo nell’estate del 2013 rientra dunque in questa casistica. E dopo quasi due anni, il club ha visto cambiare le carte in tavola.

Peccato che questo aumento fosse necessario. La giunta comunale di Carini, sempre nella stessa delibera, ha infatti ravvisato l’urgenza di provvedere ad aggiornare il costo di costruzione secondo le disposizioni contenute nella L.R. n. 4 del 16 aprile 2003, quindi di ben dodici anni prima. Questo perché il Comune di Carini non rientra più nella classificazione dei comuni costieri di classe F/VI (popolazione compresa tra i 15 mila e i 20 mila abitanti, ndr), bensì nella fascia F/VIII (popolazione tra i 30 mila e i 50 mila abitanti), motivo per cui si è reso necessario l’aggiornamento dell’incidenza degli oneri di urbanizzazione, adottando la tabella parametrica relativa alla fascia attuale. L’aumento effettivo è stato del 4,5% sull’aliquota dell’1%, portando il totale del contributo al 5,5%.

Ecco perché il botta e risposta tra il Comune di Carini (nella persona del consigliere Luca Senapa) e il Palermo rischia di concludersi con l’ennesimo nulla di fatto, utile solo a creare maggiore confusione e a non sbloccare un progetto che da quasi tre anni è fermo. Una più che probabile mancanza di comunicazione tra le due parti, con una variazione votata da una giunta comunale che non esiste più, potrebbero mettere la parola fine alla costruzione del centro sportivo a Carini. Il consiglio comunale attende una risposta da sei mesi, stando sempre alle parole di Senapa. Forse sarebbe il caso di darne una definitiva.

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