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calcio - serie a

Catania, il silenzio continua
Grossi dubbi tra campo e dirigenza


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Il club rossoazzurro si ritrova ormai smontato, con un livello di incertezza mai stato così alto negli ultimi anni, tra una squadra che viaggia sui binari della modestia e una cessione che tarda ad arrivare.


CATANIA - Assordante silenzio, voci incontrollate e cicaleccio continuo che rimbomba, assordante, e scuote e alimenta i dubbi della passione chiamata calcio. Catania continua il suo incubo, dopo i sogni, le speranze, le lacrime di gioia materializzate dal successo. Quel simbolo e quei colori, rossazzurri, fino a poco tempo fa una luce accesa di una città letteralmente spenta. Un corto circuito totale oggi, con il calcio schiaffeggiato e sicuramente smontato nelle fondamenta e l’imprenditoria catanese spogliata e smascherata da avvisi di garanzia, arresti, sequestri e blocchi patrimoniali.

Una Babilonia, un caos generato e voluto dalla negligenza, passata, di gestione, che ha fatto crollare quella torre di Babele che per molti ormai era solida e radicata nell’olimpo del calcio. Catania smontata oggi preda solo dell’indifferenza che a macchia d’olio si sta diffondendo tra appassionati e classici tifosi della domenica. Un carro potremmo definirlo di incertezza generale tra campo ed extra campo, nonostante le difficoltà e il dramma evitato quest’estate dopo il deragliamento di un Treno che più che far gol ha consegnato solo un autogol per le casse e il futuro della società del patron Pulvirenti. Lui responsabile del tutto, lui oggi ancora in fase di galleggiamento e di incertezza dopo i fatti Windjet e quei domiciliari che più che hanno fatto atterrare in emergenza, e non “abbullare”, il Catania rendendolo sempre vulnerabile e ferito nonostante le cure, alla meno peggio, del “salvavita” Pippo Bonanno aiutato da Pitino e Ferrigno.

La squadra? Si è allineata alla sopravvivenza o meglio all’accontentarsi di quello che onestamente era sempre stato l’unico obiettivo recitato dalla dirigenza, la salvezza. Obiettivo preso sinceramente troppo alla lettera dal primo novembre periodo in cui il Catania ha smesso di stupire e vincere, solo tre vittorie ultimi quattro mesi e solo un successo nel 2016. E’ quello che sembrava un XFactor pazzesco delle prime otto giornate, con penalità azzerata e divertimento e spettacolo sul campo, si è sciolto alle prime difficoltà in un Xstyle inspiegabile, come se fosse uno spartito già scritto e voluto fin da inizio stagione. Specchio di tutto anche la fiducia incondizionata verso Pancaro, mai discusso dalla dirigenza. Eppure la passione dei tifosi proprio a giugno nel momento di massimo maltrattamento, vedendo i nuovi incolpevoli protagonisti giocare cosi col coltello tra i denti e vincendo su ogni campo avevano riacceso un amore solo rintanato dal risentimento.

Oggi il dubbio continua e cammina a braccetto con l’atrofia generale e i dubbi che vengono a galla comprese le sfilate senza risposta nel campo della cessione societaria. Paura è l’unico sentimento che aleggia intorno al futuro del calcio a Catania, per quei colori che nuovamente vivono nell’incertezza dopo il paradiso serie A. Chi compra il Catania? Primo interrogativo che consegna nessuna risposta come se fosse una delle domande più complicate di “Chi vuol essere Milionario”. Qui però non si vedono aiuti, ma solo ostacoli: gli imprenditori a Catania sono tutti con l’acqua alla gola e soprattutto anche le ospitate telefoniche ed interviste di advisor come Balzano sembrano diventate stucchevoli che dicono tutto e dicono niente, ma di concreto non si vede nulla. Insomma per consegnare il milione di euro, magari costasse cosi poco la baracca Catania-Torre del Grifo, di risposte bisogna darne tante come le garanzie e dall’altra parte, per chi vende, bisogna anche aiutare con suggerimenti ad hoc se veramente ci si vuole liberare della matassa etnea.

Un carro insomma in continuo movimento, con un Mangiafuoco pronto ad urlare, ma dove un Pinocchio c’è sempre nella speranza che sia un bimbo sincero e non di legno e col naso lungo pieno di bugie. Il gatto e la Volpe? Potrebbero essere tanti o nessuno l’importante e non cadere nel tranello. Torre del Grifo rimane il colosso da digerire, diretto oggi da Platinum, con un debito col Credito sportivo che ancora balla e pesa e se non pagato rischia, il commissariamento, e di mandare in malora tutto. Nello stesso tempo sarebbe bello sarebbe quanto le vicende Windjet stringeranno le casse della mamma Finaria e conseguentemente annullare eventuali versamenti vitali nelle casse Catania come accade quest’estate per evitare l’arrivo di amministratori esterni o amministrazioni controllate specchio e anticamera della fine. Il silenzio continua, nessuno parla, nessuno risponde e tutti attendono, con la speranza che non sia tardi.

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