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calcio - serie a

Il Palermo va ricostruito da capo
Col Bologna non si può sbagliare


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Squadra confusa e col morale a terra, ulteriormente indebolita dagli infortuni. La Roma passeggia ma la colpa non è di Iachini. Domenica al "Barbera" bisogna vincere: il Frosinone è lì.

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PALERMO – Neanche i nervi tesi della Roma riescono a rimettere in piedi un Palermo che rimedia la terza sconfitta in quattro partite. Nulla da fare per i rosanero, battuti meritatamente da un’avversaria che dall’inizio alla fine ha imposto il proprio ritmo, nonostante il clima difficile che si è respirato all’”Olimpico” nei primi minuti, complice la decisione di Spalletti di cacciare dal ritiro giallorosso capitan Totti (presente in tribuna). Il ritorno di Iachini non è servito per ribaltare una situazione complicata. I segnali giunti nel posticipo della ventiseiesima giornata sono disarmanti: squadra con scarso mordente, incapace di stabilire i necessari equilibri tra i reparti, difesa colabrodo che dall’inizio del girone di ritorno non ha concluso neppure una gara a porta chiusa, attacco raramente messo in condizione di creare difficoltà alla retroguardia giallorossa. E il Frosinone rosicchia un altro punto, pareggiando in casa contro la Lazio. Sono tre, adesso, le lunghezze di vantaggio sui ciociari di Stellone.

Certamente le assenze di Sorrentino, Goldaniga e Lazaar hanno pesato sull’esito della trasferta nella Città eterna. Il giovane Alastra ha fatto quel che ha potuto, ovvero ben poco, al cospetto di giocatori d’altra caratura, mentre sulla sinistra Pezzella dopo un paio di spunti iniziali è calato alla distanza. La linea a tre ha faticato contro Dzeko e Salah, al di là delle doppiette messe a referto dal bosniaco e dall’egiziano. A dimostrazione che pur cambiando l’ordine dei fattori, o per meglio dire degli elementi schierati e dei moduli utilizzati dai sei tecnici che si sono alternati sulla panchina del Palermo, le difficoltà permangono. Per una summa di 18 gol incassati nelle prime sette gare dopo il giro di boa. In mezzo, sin troppo compassato il ritmo tenuto dagli uomini deputati a disegnare le geometrie e a schermare le giocate dei palleggiatori della Roma, mentre non si può che rimandare il giudizio su Vazquez e Gilardino, raramente protagonisti di una contesa a senso unico.

Sarebbe ingeneroso e fuori luogo attribuire a Iachini le responsabilità di una sconfitta che per evidente differenza di valori tecnici si poteva anche mettere nel conto. In cinque giorni, peraltro, risultava difficile rianimare un gruppo che negli ultimi tre mesi ha vissuto sull’ottovolante di scelte cervellotiche e difficoltà irrisolte. Quasi obbligatorio ripartire da capo. La gara della verità potrebbe essere quella in programma nel lunch match di domenica prossima, al “Barbera” col Bologna. Certamente non una passeggiata di salute, contro una squadra in forma e capace di interrompere la striscia di 15 vittorie consecutive della Juventus. Ma adesso è necessario fare punti, anche perché lo scontro diretto tra Sampdoria e Frosinone potrebbe avvicinare ulteriormente almeno una delle dirette concorrenti per un posto nella prossima edizione del massimo campionato. A seguire le due sfide al limite dell’impossibile con Inter e Napoli. Tempi duri per il Palermo, necessario lottare con le unghie e con i denti per agguantare la salvezza.

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