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CALCIO - SERIE A

E al Palermo saltano i nervi
Gonzalez, gestaccio ai tifosi


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Il centrale costaricano si è reso protagonista di un gesto censurabile, quello delle corna all'indirizzo della tribuna, seppur dettato dalla pressione del momento.

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PALERMO - Un mese e mezzo di follie, alla fine, hanno fatto saltare anche i nervi ai giocatori. Loro, che in teoria sarebbero dovuti essere i primi a perdere qualche rotella, hanno resistito fino alla sconfitta col Torino, quando i sacrosanti fischi del “Barbera” (la maggior parte dei quali arrivati a partita conclusa, urge ricordare) hanno rappresentato la goccia finale per Giancarlo Gonzalez. Lui, uno dei leader carismatici dello spogliatoio, ma anche uno dei colpevoli della disfatta casalinga, materializzatasi soprattutto dopo il suo autogol, non ha preso affatto bene la contestazione di parte dello stadio. Ed ecco che, nel mix tra rabbia e frustrazione, il centrale costaricano si è reso protagonista di un gesto censurabile, seppur dettato dalla pressione del momento.

Un gesto chiaro, quello delle corna, rivolto ad alcuni spettatori presenti in tribuna, che hanno accompagnato la sua uscita dal campo con ripetuti fischi. Animi caldi ulteriormente fomentati dalla reazione del difensore, che a quel punto è stato travolto da una bordata di insulti per tutto il tragitto che porta al tunnel. Un gesto di esasperazione che va a completare un periodo nerissimo per tutta la squadra. Quel gruppo, celebrato da tutto per la capacità di restare unito e compatto in una situazione di caos totale, inizia adesso a dare i primi segnali di cedimento. Non tanto in campo, dove in realtà di segnali positivi ne sono arrivati ben pochi, ma fuori. Se la pretesa è quella di non ricevere fischi nemmeno a partita conclusa, allora c’è un problema di fondo.

La tifoseria, salvo qualche contestazione diretta in maniera chiara alla dirigenza e al presidente Zamparini, non ha praticamente mai fischiato i propri giocatori nel corso della partita. Nemmeno in occasione dell’autogol, “realizzato” proprio da Gonzalez. Un incitamento continuo che è sfociato nella contestazione solamente dopo il triplice fischio dell’arbitro. Ecco perché, in un momento del genere, il gesto di Gonzalez rischia di fare ancora più rumore. Basta poco, comunque, per mettere la parola fine: come nello scorso campionato, quando Vazquez gettò la maglia dopo una sostituzione, le scuse pubbliche sarebbero il minimo per chiudere una vicenda che fa male a tutti.

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