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Bosi non fa voli pindarici:
"La mia testa è solo al Torino"


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Prima da capo allenatore del Palermo per l'uomo che finora ha brillantemente guidato la Primavera: testa solo alla partita di domani, con qualche idea in testa.

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PALERMO - Il “vero” esordio in Serie A di Giovanni Bosi sta per arrivare. Un esordio diverso da quello in casa con l’Udinese, nella prima settimana agli ordini di Schelotto, ma per il quale l’ex tecnico della Primavera rosanero non tradisce alcuna emozione: "La cosa principale è la partita di domani. C’è stata un’emergenza dettata dalla partenza del mister, qui mi sono trovato nel migliore dei modi col settore giovanile e mi è sembrato normale rendermi utile. Quel che conta è esclusivamente la partita, che arriva in un momento importante. Sarei molto presuntuoso se potessi pensare di dare qualcosa in due giorni, posso solo promettere voglia ed entusiasmo. Questo è quel che cercherò di trasmettere, così come un po’ di tranquillità. Mentirei se dicessi di essere emozionato. Sono concentrato perché la Serie A non è la Primavera. Dobbiamo lavorare sulla parte mentale per dare un po’ di tranquillità, la squadra sta bene dal punto di vista fisico. Ho cercato di far le cose nel miglior modo possibile, non diversamente da come faccio in Primavera".

Dalla sua, Bosi ha la fortuna di lavorare con un gruppo unito, capace di restare compatto nonostante gli scossoni degli ultimi due mesi: "Va dato atto a questi ragazzi di essere sulla strada giusta. Non è semplice dopo tutti questi cambiamenti. Dobbiamo dar battaglia per avere un futuro roseo”. E chissà, facendo bene in Serie A, che non possa essere roseo anche il suo di futuro. Bosi, però, preferisce non pensarci troppo: "Non sono un sognatore. Nel calcio bisogna essere concreti e lavorare, in una situazione del genere ancor di più. Pensare che questa situazione possa essere la migliore per me è l’ultimo dei miei pensieri, mi gratifica il lavoro con la Primavera e non cerco glorie effimere. Il mio unico pensiero è la partita col Torino, non guardo al di là del mio naso”. Sfida dura per i rosa, contro una squadra che sta cercando di uscire dal tunnel: "Il Torino mi preoccupa per la qualità della squadra. Ha buoni giocatori e un grande allenatore, una squadra importante che sta attraversando un momento di difficoltà. Dobbiamo essere bravi ad approfittarne. Stimo molto Ventura, è sempre in grado di inventarsi qualcosa di interessante”.

Testa al Torino, dunque, e ad una squadra che non verrà rivoluzionata: "Sarei stupido a pensare di stravolgere in due giorni l’identità di una squadra che ultimamente ha ottenuto buoni risultati. Il mio approdo è stato improvviso, ci siamo preparati semplicemente per la partita che è l’unico obiettivo. Poi il resto si vedrà con calma. Questo è il momento meno indicato per le chiacchiere, bisogna lavorare perché questa partita può cambiare in meglio il nostro finale di stagione. Bisogna cercare di arrivare a domani nel miglior modo possibile. Le qualità dei giocatori le conosciamo, dobbiamo solo approcciare bene la partita. D’altronde abbiamo una buona base, un gruppo sano”. Magari gettando sin da subito nella mischia uno dei “suoi” giocatori, ovvero il terzino Pezzella: "Se è qui dall’inizio è perché lo si considera pronto. Ogni partita ha la sua storia, domani vedrete chi giocherà. Io credo tantissimo in lui e ne sentiremo parlare molto in futuro”.

Giovane per giovane, ce n’è un altro che sta dando invece segni di sofferenza. Edoardo Goldaniga è stato protagonista negativo nelle ultime partite, ma Bosi non ha intenzione di metterlo da parte: "Mi piace la sua sfrontatezza, è quello che gli ha permesso di emergere. In questo mestiere ci sono alti e bassi, non è facile. Nei momenti di difficoltà si possono fare errori, lui però è un ragazzo forte con grandi qualità. Ho grande fiducia in lui, la sua forza è proprio il carattere. Il calcio non è uno sport per timidi e Goldaniga è un elemento importante per noi”. Così come Maresca, che per Bosi è “pienamente recuperato” e farà parte del gruppo dei convocati. Infine, sul suo rapporto con Giovanni Tedesco, Bosi fa lavoro di squadra: "Funziona come in tutte le squadre. Giovanni lo conosco da vent’anni, è palermitano ed è stato giocatore qua, ma soprattutto è un allenatore. Ha allenato prime squadre, ci si confronterà anche se le decisioni saranno le mie".

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