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L’ultimo giorno di Schelotto:
“Grazie Palermo, ritornerò"


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Il tecnico argentino, dopo essersi intrattenuto in sede per un ultimo incontro, si è recato presso lo store ufficiale dello stadio. Dopodiché qualche altra ora prima di lasciare definitivamente il capoluogo. Ma è solo un arrivederci.

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PALERMO - Ultimo giorno in città per Guillermo Barros Schelotto, ormai libero da ogni vincolo contrattuale col Palermo, ma ancora legato in maniera affettiva a questa prima avventura europea in carriera. Il tecnico argentino, dopo essersi intrattenuto in sede per un ultimo incontro, si è recato presso lo store ufficiale dello stadio. Qui ha trovato l’ennesima dimostrazione di solidarietà da parte di qualche tifoso, fermandosi anche per fare delle foto, ma soprattutto ha voluto portare con sé qualche souvenir rosanero: "Ho comprato una maglia per mio figlio - ha ammesso Schelotto dopo aver acquistato una maglia numero 20 per il piccolo Lucas -. Lui come Vazquez? è ancora un bambino…”.

Sorriso ben impresso sul volto, ma anche tanta amarezza. Eppure Schelotto non dimentica questo mese passato in Sicilia, così come la vicinanza della gente palermitana sin dal suo arrivo: “Devo molti ringraziamenti ai tifosi del Palermo, penso che questa decisione sia la migliore per il Palermo”, ha dichiarato il tecnico argentino, che non nasconde il proprio rammarico per il suo addio: "Mi piaceva la città, stavamo davvero bene qui”. Il futuro potrà riservare un’altra tappa nel capoluogo palermitano, magari anche in veste da turista: "Penso di sì, tornerò".

Un’ultima battuta prima di lasciare il negozio è dedicata a Franco Vazquez. Un giocatore fondamentale per il “suo” Palermo, anche a dispetto del modulo. Nonostante il 4-3-3 adottato nella sua avventura palermitana, Schelotto ha saputo tirar fuori dal Mudo il meglio di sé. La prestazione di domenica scorsa col Sassuolo ne è la prova. E Schelotto, in tutto questo, vede un futuro brillante per il fantasista italo-argentino: "Credo che Vazquez sia pronto per una grande squadra, può arrivarci”, conclude Guillermo, che insieme al fratello Gustavo raccoglie le ultime compere (maglie e “bufandas”, ovvero sciarpe) e saluta i presenti. Suerte, Mellizos. Con la certezza che prima o poi ci si rivedrà in Europa.

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