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Palermo, altro colpo di scena
Schelotto decide di dimettersi


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I tempi lunghi per il tesseramento renderebbero insostenibile la situazione per il tecnico argentino, costretto ad andare in panchina da dirigente accompagnatore. Da qui la scelta di concludere l'avventura in rosanero dopo appena un mese. Zamparini accetta la decisione con rammarico: "Sono amareggiato".


PALERMO - Stavolta il record è davvero difficile da battere. Guillermo Barros Schelotto lascia Palermo senza nemmeno un giorno da allenatore “ufficiale”, ma soltanto da tecnico in pectore dei rosa. Troppo lungo l’inter burocratico che dovrebbe permettere all’argentino di poter proseguire la sua carriera in Europa, troppo snervante questa situazione da supervisore in incognito, e alla fine l’ex Lanus ha ceduto. Scelta sua, come riportato da Sky Sport, quella di lasciare il club rosanero e di ringraziare il presidente Maurizio Zamparini per l’opportunità data. La mancata deroga per poter sedere in panchina anche in campionati sotto l’egida della Uefa è stata la mazzata decisiva per il tecnico, che farà ritorno in Argentina.

I punti interrogativi su Schelotto sono nati sin dal primo giorno a Palermo. Nessuna presentazione ufficiale, a dispetto dell’annuncio in pompa magna, e gli avvicendamenti tra Viviani e Bosi in panchina hanno fatto esplodere il caso: il Mellizo, per il regolamento della Fifa, non può allenare in Europa. I tre anni e mezzo alla guida del Lanus non sono sufficienti per equiparare il suo tesserino a quello di una confederazione diversa della Conmebol (necessari minimo cinque anni, ndr) e la deroga richiesta dal Palermo non arriva. Dunque serve un espediente per poter far allenare Schelotto in settimana e portarlo in panchina alla domenica, con la scelta finale che cade su Giovanni Tedesco allenatore e l’argentino tesserato come dirigente accompagnatore.

Tutto risolto? Per niente. Schelotto a questo punto deve sostenere il corso di allenatori Uefa per avere il patentino, corso che la Figc organizza a giugno a Coverciano, concedendo una deroga ai partecipanti per poter allenare prima dell’esame. Sembra la scelta più logica da fare, ma le mazzate non sono finite. Schelotto, infatti, ad oggi è sprovvisto di tesserino per allenare in qualsiasi categoria a livello Uefa, dunque per poter avere il tesserino Uefa A deve iniziare l’iter da zero. Un anno, se non di più, per poter allenare in Europa, praticamente lo stesso periodo che serve per aver riconosciuto il proprio tesserino Conmebol anche al di là del Sudamerica.

Zamparini ha suo malgrado accettato la decisione di Schelotto, arrivata in nottata, e si è detto amareggiato per quanto accaduto. Ci crede davvero, il presidente, nelle qualità di Schelotto. Non poterlo avere alla guida del Palermo scompagina i piani del presente e del futuro, che il patron vedeva con l’argentino in panchina. E adesso si riparte da Bosi e Tedesco, ovvero i due tecnici rimasti in rosa, ma potrebbe essere una scelta provvisoria: Bosi ha in mano la Primavera e già qualche settimana fa ha fatto capire di non poter prendere a tempo pieno la prima squadra. Resterebbe Tedesco da solo, alla prima esperienza in Italia. Un motivo per credere che Zamparini abbia qualche idea in mente.

Il comunicato del Palermo:

E’ con profondo rammarico che l’U.S. Città di Palermo deve prendere atto della decisione di Guillermo Barros Schelotto e del suo staff di lasciare la guida tecnica della squadra, non avendo la Uefa riconosciuto come valida la licenza da allenatore in suo possesso. Barros Schelotto ha salutato questa mattina la squadra, che ha iniziato l'allenamento senza il suo staff, sotto la guida di Giovanni Tedesco. I vertici tecnici della Società sono in riunione per superare la fase di emergenza attuale.

Di seguito il testo del documento spedito dalla UEFA al Club rosanero.

Referring to the UEFA Coaching Convention (2015 edition, Art. 5/1/e, 6/1/h), the convention party can ask UEFA, at any time, to evaluate and recognise (based on criteria defined by UEFA) a coaching diploma issued by a non-convention party in order to allow its holder to coach on the territory of the convention party concerned.

The UEFA Jira Panel confirmed the handling of such cases and criteria as follows: a minimum of five years’ experience as the head coach of a professional top division club or national A team of a FIFA member association, plus the highest available coaching qualification of a FIFA member association (compared against UEFA’s minimum criteria). If the outcome is positive, an equivalent work permit can be issued, but no UEFA diploma/licence.

After a thorough evaluation of the case of Mr. Guillerme Schelotto, the UEFA Jira Panel confirmed that the latter’s diploma is not in line with UEFA’s minimum criteria. Moreover, according to the evidence provided, Mr. Schelotto does not meet the criteria of a minimum of five years’ experience as the head coach of a professional top division club or national A team of a FIFA member association.

With kind regards,

UEFA

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