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Orlandina, Di Carlo vuol provarci:
“A Reggio è dura ma crediamoci"


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Le parole del coach paladino prima della partenza alla volta dell'Emilia, dove Capo è attesa da una gara sulla carta quasi impossibile. Ma i due successi consecutivi fanno morale e caricano la squadra.

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CAPO D’ORLANDO (MESSINA) - Le due vittorie consecutive in casa non devono distrarre l’Orlandina. La corsa alla salvezza è ancora lunga e passa per tappe che definire ostiche sarebbe un eufemismo. A partire dalla prossima, quella che vedrà la squadra di coach Di Carlo impegnata a Reggio Emilia: "Questi ragazzi devono nutrire fiducia, devono crederci sempre. Ma d’altronde ho un gruppo di bravissimi ragazzi”, rassicura il tecnico casertano, per nulla scosso dalle assenze che falcidieranno la squadra di Menetti. Pur senza Aradori, Kaukenas e Gentile, Reggio Emilia resta la capolista: "Andiamo a giocare una partita difficile contro una squadra figlia di un progetto consolidato nel tempo, una squadra con mentalità e dimensione internazionale. In casa non perde da tempo immemore e serve consapevolezza di tutto ciò per giocarcela. Guai ad abbassare il livello di guardia, siamo pur sempre in casa della capolista".

Sfida dura, dunque, che potrebbe agevolare le concorrenti per mantenere il posto in massima serie. Il turno avverso, però, non preoccupa Di Carlo: "Il calendario non ci impressiona. Per Torino potrebbe essere un turno favorevole, ma dobbiamo pensare a noi stessi. Non è che Capo d’Orlando debba stare tranquilla perché ha battuto Bologna. Serve equilibrio e ho avuto buoni segnali in settimana”. La prova contro Bologna, d’altronde, non poteva che rianimare una squadra apparentemente allo sbando: "La partita con Bologna è un punto di partenza. In tanti possono ancora migliorare. L’Orlandina ha bisogno della continuità di Laquintana, Bowers, Stojanovic e Oriakhi, della migliore condizione di Jasaitis, Nicevic e Ilievski, di inserire Boatright e Nankivil. Credo di aver citato tutti, tranne Basile che in dieci minuti ha dato il massimo realizzando nove punti. C’è tanto da fare, anche se la squadra ha riacquisito fiducia. Bisogna fare un ulteriore step sugli automatismi.”

Quel passo in avanti che sembra aver fatto Stojanovic, al di là di qualche screzio avuto con coach Di Carlo nel corso dell’ultima partita: "ll carattere di Stojanovic è questo. Durante le partite può accadere, finché non ci distoglie dall’importanza della gara va bene. Preferisco un giocatore così sanguigno piuttosto che un soldatino. Poi è ancora giovane, deve ancora mangiare tanto pane e capire questo aspetto”. E chissà dove arriverà la crescita del giovane serbo, già un fattore per l’Orlandina: "Che sia un prospetto da NBA o meno non mi interessa. Mi interessa l’impatto caratteriale di questo ragazzo di diciotto anni, che per me è merce rara. Di ragazzini così determinati ho conosciuto solo Alessandro Gentile. È innegabile il beneficio che ha avuto dal rientro di Jasaitis, ora con un Boatright in campo avrà anche meno responsabilità. La situazione ideale per crescere”.

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