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L'emozione non frena Tedesco:
"Darò una mano al Palermo"


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Da bandiera a tecnico di una squadra amata e di cui si è sempre definito innanzitutto un tifoso. Ritorno in un momento delicato, con una salvezza ancora da conquistare. L'ex centrocampista prova a metterci grinta e tenacia, con l'obiettivo di essere utile alla causa rosanero.

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PALERMO - A circa ventiquattro ore dal suo esordio in massima serie, Giovanni Tedesco ancora si mostra incredulo per la chance avuta non più di una settimana fa. Dopo aver chiuso la propria avventura a Malta, il tecnico palermitano è pronto a mettere il proprio nome per la prima volta su una distinta in massima serie: "Fino a qualche ora fa per me era un sogno, ne approfitto per ringraziare il presidente Zamparini. Sono felice di questa opportunità importante per la mia crescita. Amo questo lavoro, non la vedo in maniera negativa”. Parole al miele anche per Guillermo Barros Schelotto, che ha compreso le difficoltà del momento e lo ha accolto senza problemi nello staff tecnico: "Ringrazio Schelotto e il suo staff per l’accoglienza, c’è grande partecipazione e mi hanno subito fatto sentire importante. Le sue qualità si sono già viste contro l’Udinese, ma la vera fortuna è avere un gruppo del genere, con elementi che fanno da traino come Sorrentino e Maresca”. E oltre a questi due, anche un punto di forza come Vazquez: "Somiglia a Pastore nelle movenze, nella classe e nelle intuizioni - sentenzia Tedesco -. Ha quel tipo di qualità".

Dopo il successo con l’Udinese e i ben noti fatti di Coccaglio, questo gruppo è apparso ancor più unito. Adesso però arriva la prova del nove, quella della continuità, cosa che al Palermo è mancata per tutta la stagione: "I risultati portano entusiasmo, saper dare continuità però finora c’è sempre mancato. Dobbiamo far tesoro dei nostri errori, l’approccio è fondamentali”. Importante dunque non sottovalutare una squadra in ripresa come il Carpi, prossimo avversario in campionato dei rosa: "Il Carpi viene da quattro risultati utili consecutivi e ha ritrovato la sua identità dei tempi della Serie B, una squadra abituata a lottare su ogni pallone. Tutta la rosa è a disposizione, a parte qualche piccolo acciacco. Indipendentemente dall’undici titolare, però, qui serve un salto di qualità sul piano mentale. A Modena troveremo una squadra col coltello tra i denti, servirà la stessa cattiveria agonistica".

Il tutto in attesa di riabbracciare il pubblico del “Barbera” che per quattro anni ha inneggiato al suo nome. Scene che ben presto torneranno familiari a Tedesco: "L’accoglienza dei palermitani non me l’aspettavo così bella. Tante volte si ricorda ciò che si dà in campo, invece ho notato l’aspetto umano”. D’altronde, come più volte ammesso, per l’ex centrocampista questo è il coronamento di un sogno: "Esordire a 43 anni sulla panchina della squadra della mia città penso sia il massimo per ogni palermitano”. E chissà che grazie a Tedesco il Palermo non riesca a trovare un suo erede, un mediano letale in zona gol: "Schelotto già chiede ai centrocampisti di inserirsi e nel Palermo c’è gente con queste caratteristiche. Io ricordo che ai tempi Nocerino non voleva andare in area, poi ha trovato il suo vero ruolo".

Una battuta che fa capire come, in realtà, Tedesco non sia un semplice “prestanome” usato per aggirare il regolamento. Il tecnico palermitano vuole dare il suo apporto, a cominciare dall’esperienza sul campionato italiano: "Conosco tantissimi giocatori, poi nel Carpi c’è anche qualche elemento che ha giocato con me come Zaccardo e Mbakogu, quindi sotto questo aspetto io e Schelotto abbiamo parlato tantissimo. Io voglio dare il mio contributo, sfruttando il mio vissuto da calciatore e da allenatore. Ho la mia esperienza, ho fatto quattro anni allenando anche all’estero e per me è un grande percorso di crescita".

Concetto messo in chiaro anche nel colloquio col presidente Zamparini, che Tedesco racconta così: "Ho sempre avuto un bel rapporto col presidente, un rapporto sincero. Se mi ha cercato è perché la stima nei miei confronti è rimasta tale. Ero a casa quando mi hanno chiamato, il presidente mi ha fatto la sua proposta e non ho esitato neanche un secondo. Lo ringrazio perché è stato davvero affettuoso, sa quanto amo questi colori. La nostra chiacchierata è durata cinque minuti, ma per me non è stato soltanto qualcosa per sedermi sulla panchina del Palermo". E il futuro, in questo caso, potrebbe ancora continuare in rosanero: "Se ci sarà la possibilità di continuare con Schelotto, bene. Altrimenti andrò via perché voglio proseguire con questo lavoro".

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