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Palermo: quattro passi in avanti
Col Carpi uno snodo cruciale


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I risultati dell’ennesima scossa si sono visti, anche se il passato recente suggerisce cautela prima di parlare di rinascita. Potenziale rischio o ghiotta opportunità: sabato al “Braglia” di Modena gara chiave. In attesa di decifrare i contorni di un futuro ancora da scrivere.

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PALERMO – Soltanto il gol di Lasagna a San Siro contro l’Inter, a pochi istanti dal termine, a smorzare l’entusiasmo di una domenica finalmente di festa. La prima di Guillermo Barros Schelotto, con abito e atteggiamento da dirigente accompagnatore e un ruolo da primo allenatore momentaneamente ceduto a Bosi, ha riportato il sereno in casa Palermo. Prova di carattere contro un’Udinese scioltasi come neve al sole dopo il gol di Quaison, gioiellino svedese schierato ovunque da Iachini prima e accantonato da Ballardini poi. Misteri tattici destinati a rimanere tali, spazzati via dal nuovo progetto tecnico imperniato su un tridente che lo ha visto protagonista insieme a un Vazquez ritrovato e a Gilardino. Di livello anche la prova di Hiljemark, al di là del gol e del delizioso assist di tacco per il connazionale; altrettanto positivo l’impatto sulla gara di Trajkovski. Sorrentino si conferma una certezza. I risultati dell’ennesima scossa si sono immediatamente visti, anche se il passato recente suggerisce cautela prima di profondersi in analisi di rinascite ritardate dalla miopia, vera o presunta, di chi in precedenza era stato chiamato a tenere dritta la barra del timone.

Questo vale non tanto per i singoli, quanto per il collettivo. Già il primo Palermo del Ballardini-bis, sceso in campo contro la Lazio, aveva lanciato segnali di crescita rispetto alle prove ricche di cuore e scevre di geometrie delle ultime gare con Iachini, oramai prossimo al duello verbale con Zamparini. Le settimane successive sarebbero state palcoscenico dell’inconsistenza, vuoi per qualità della rosa vuoi per difficoltà di ben altra natura, di una rivoluzione portata avanti a suon di epurazioni e sfociata nell’esonero dopo il successo di Verona. Non basta, dunque, un 4-1 interno a chiudere la porta in faccia a eventuali ricadute, come peraltro dimostrato dal percorso balbettante successivo alla vittoria con medesimo risultato ai danni del Frosinone. Anche se il Palermo si conferma capace di conquistare punti pesanti negli scontri diretti: dei 24 sin qui inanellati, ben 16 sono frutto delle gare disputate contro le sei formazioni che in graduatoria seguono i rosanero. Detto delle affermazioni contro Hellas e ciociari, Sorrentino e compagni hanno fatto bottino pieno con l’Udinese, vinto al debutto col Genoa e pareggiato con il Carpi.

E proprio sul campo degli emiliani sabato i rosa sono attesi da un altro confronto senza esclusione di colpi, con una matricola disposta a lottare sino all’ultimo per rimanere attaccata al sogno di una salvezza da conquistare contro ogni pronostico, cercando di ridurre il gap dalle posizioni che garantiscono la permanenza tra le grandi. Il pari ottenuto al “Meazza” darà certamente morale alla formazione di Castori, otto punti e neppure una sconfitta in questo 2016. Il Palermo si recherà al “Braglia” potendo contare su sei lunghezze di vantaggio nei confronti della terzultima posizione occupata proprio dai biancorossi, ma non per questo potrà concedersi il lusso di giocare per non perdere. Anche perché un’eventuale vittoria avvicinerebbe di molto i rosanero al traguardo prefissato a inizio stagione. Potenziale rischio o ghiotta opportunità: Modena può rappresentare un punto di svolta. In attesa di un futuro i cui contorni sono da decifrare, dopo il silenzioso approdo in città di Predrag Mijatovic, risulta necessario pensare a un presente che fa rima con salvezza. Ancora da conquistare.

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