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Orlandina, può essere la svolta
Rimonta e vittoria su Venezia


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Gara che sembrava persa all'intervallo lungo, ripresa e poi tramutata in due punti che spezzano un incantesimo dopo otto stop di fila. Primo successo per Di Carlo, salvezza possibile.

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CAPO D’ORLANDO (MESSINA) - Otto turni di digiuno possono pure bastare. L’Orlandina mette fine alla serie negativa che l’ha fatta inabissare all’ultimo posto in classifica e regala a coach Di Carlo la sua prima vittoria in Serie A, dopo il complessivo -56 subito nelle trasferte di Pistoia e Cantù. Una vittoria di orgoglio per una squadra capace di reagire ad una prima metà di gioco totalmente da dimenticare, con soli diciotto punti messi a referto e con percentuali realizzative da far rabbrividire. È servito far scappare Venezia sul +14 per ritrovare lo spirito perduto negli ultimi mesi: la rimonta iniziata a fine terzo quarto e completata nell’ultima frazione di gioco, la freddezza nel gestire i possessi decisivi e la difesa nell’ultimo tiro del match, che avrebbe potuto concedere alla squadra di Recalcati la chance dell’overtime. Così non è stato e il PalaFantozzi, mai così decisivo quest’anno, torna ad essere un campo inespugnabile. Un 55-53 che non ha lasciato affatto spazio allo spettacolo, ma all’Orlandina poco importa. Quel che più interessa è aver ritrovato un Simas Jasaitis determinante, con i suoi tredici punti al rientro dell’infortunio, gran parte dei quali nella seconda metà di gara.

Pronti, via, e Venezia schiaccia l’Orlandina. Tripla di Ress, liberi di Owens e bis da sotto dell’americano per il 7-0 con cui si apre il match a favore dei lagunari. Nankivil si iscrive a referto per la prima volta nella serata, ma Capo d’Orlando si piega ancora a Owens e Goss per il +9. La reazione casalinga arriva con una tripla di Basile, 41 anni compiuti oggi, seguita dal canestro del -4 di Ilievski. Fiutato il pericolo, Venezia allarga nuovamente la forbice con Goss e con un’altra tripla di Ress, poi con Savovic supera le dieci lunghezze di distacco. Laquintana in lunetta fa 1/2 e alla prima sirena l’Umana è avanti 10-20. Jasaitis e Bowers ad inizio secondo quarto riportano i biancazzurri a due possessi di distanza. Jackson ristabilisce il +8 per i veneti, mantenuto anche dopo il 18-24 siglato da Laquintana con l’immediata risposta dalla media di Goss. Il suo sarà l’ultimo canestro della prima metà di gioco, terminata con un 18-26 decisamente basso per gli standard di entrambe le squadre. Un segnale pessimo soprattutto per l’Orlandina, che va al riposo col 23,5% dal campo e con una sola tripla su dieci tentativi.

Dai diciotto punti in metà partita, l’Orlandina svolta segnandone diciassette nel terzo quarto. Prima però deve subire il tentativo di fuga di Venezia, che apre col +10 segnato da Owens in schiacciata e segue col massimo vantaggio portato a undici lunghezze da Green. Perl dall’arco dà un segno di vita fondamentale per Capo d’Orlando, che si risveglia anche dalla lunga distanza, però Venezia fugge ancora e trova il +14 con Savovic. Il suo gioco da tre punti, però, sarà l’ultimo canestro dal campo in questo quarto per l’Umana. L’Orlandina stavolta cavalca l’onda di un decisivo Jasaitis e costruisce un parziale 10-0 con sei punti del lituano. Sul 33-37, Venezia interrompe il digiuno con i liberi di Savovic, salvo poi concedere spazio a Stojanovic per il 35-39. Il serbo, che stoppa prima della sirena un tentativo di Green, è protagonista nel quarto finale. Dopo il nuovo +6 firmato da Green, Nankivil dall’arco e Jasaitis da sotto riducono le distanze ad un solo punto. Il lituano colpisce ancora da tre dopo il layup di Jackson e tocca a Stojanovic realizzare il canestro del sorpasso. Orlandina per la prima volta avanti nel match e chiamata a mantenere in vita questo vantaggio minimo tra mille difficoltà. Non ultima, quella di difendere su Goss e Ress dall’arco, con i due che portano Venezia sul 49-53. I liberi di Laquintana e un sontuoso Bowers permettono ai biancazzurri di riacciuffare la parità, poi ancora Laquintana in lunetta allunga il parziale sul 6-0 per il nuovo vantaggio orlandino, reagendo alla grande dopo una palla persa sanguinosissima nell’azione precedente. Restano pochi secondi, ma la difesa di Jasaitis su Bramos è da manuale: palla sul ferro, poi tra le mani di Stojanovic e sirena. L’Orlandina ritrova la vittoria e trascina Torino (sconfitta da Caserta) all’ultimo posto.

BETALAND CAPO D’ORLANDO-UMANA VENEZIA 55-53 (10-20, 18-26, 35-39)

ORLANDINA - Ilievski 2, Basile 3, Perl 3, Oriakhi 3, Nankivil 7, Galipò G. ne, Laquintana 9, Jasaitis 13, Stojanovic 4, Bowers 11, Munastra ne, Galipò M. ne. Allenatore: Di Carlo.

VENEZIA - Green 4, Ress 9, Goss 14, Bramos, Savovic 11, Owens 11, Jackson 4, Ruzzier, Tonut, Ortner, Viggiano, Pettenò ne. Allenatore: Recalcati.

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