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Zamparini: "Schelotto in campo
Caso Dybala, Palermo truffato"


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Intervento con la stampa per il presidente, alla vigilia della sfida contro l'Udinese. Una gara storicamente molto sentita dal numero uno del club di viale del Fante, che vedrà comunque in campo il tecnico argentino. Ancora da comprendere le modalità. Su Mascardi: "Voglio denunciarlo".

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PALERMO - Un fiume in piena. Non possono esistere altre parole per descrivere lo stato d’animo di Maurizio Zamparini all’indomani della sentenza dell’Alta Corte di Manchester sul contenzioso per l’acquisto di Paulo Dybala. Lo Zamparini combattivo che tutta Palermo ha imparato a conoscere in questi anni è pronto a scendere in campo per farsi giustizia contro chi, a suo dire, l’ha truffato: “Mi sono arrabbiato perché questa denuncia la voglio fare da due mesi. Voglio denunciare Mascardi, la Pencilhill e quell'accolita di delinquenti che lavora al di fuori delle regole del calcio”. Il patron, visibilmente arrabbiato, riavvolge il nastro dell’operazione che ha portato l’argentino al Palermo: “Tale Rebasa, che vantava 2,8 milioni di diritti sul giocatore, mi disse di fare l’operazione per tramite della Pluriel, ma era un contratto per fregare Dybala. Quando ho ceduto Dybala alla Juventus, il giocatore mi ha portato due documenti: il primo attesta che di quei 2,8 milioni, solo 0,8 vanno ai procuratori. L'altro invece è di Mascardi, che gli ha promesso un milione. Nessuno gli ha dato niente e per la cessione alla Juventus mi ha chiesto questi soldi. Noi obtorto collo abbiamo accettato, ma non basta. Una volta visti i documenti ho chiamato l'avvocato Pilla, che ha negato di aver lavorato con Rebasa e mi ha chiesto i 2,8 milioni. Ha fatto causa al Tas e ha vinto, adesso spero che mi chiami in tribunale perché è un delinquente”.

Interessi enormi gravitano attorno al gioiello sudamericano, venduto in estate alla Juventus e per il quale il Palermo è stato condannato a versare 15 milioni nelle tasche della Pencil Hill Limited: “Ma la decisione della Corte di Manchester non c'entra nulla con l'Italia. L'esecutività del Tas, per un accordo fatto con Blatter, diventa un obbligo. Da Manchester possono chiedere solo il sequestro dei nostri crediti in Inghilterra. Se mai la loro sentenza dovesse essere recepita dalla giustizia italiana, noi potremo opporci”. E dire che Zamparini c’era già passato in una situazione simile, quando il procuratore Marcelo Simonian ottenne quindici milioni dalla cessione di Pastore al Paris Saint-Germain: “Ho comprato Pastore per 6,5 milioni la metà del cartellino. Simonian aveva un documento che attestava la mia possibilità di riscattare la sua metà per nove milioni, cosa che ho fatto. Siamo arrivati alla cessione di Pastore e Simonian, bluffando, ha preteso 18 milioni per la firma, che già era arrivata. Avrei dovuto tenere duro, abbiamo invece trovato un accomodamento a 15 milioni, dunque me ne ha rubati sei”.

Truffe che Zamparini non è più disposto a sopportare, anche perché alimentano un clima negativo attorno alla società, proprio nel momento di maggiore difficoltà della stagione. Il cambio di allenatore, con l’arrivo di Guillermo Barros Schelotto alla guida dei rosa, non sarà inoltre effettivo finché non arriverà il via libera per il tesseramento. Zamparini ha però in mente un escamotage per fare andare l’argentino in panchina: "Schelotto andrà sicuramente in campo come dirigente accompagnatore, alla fine in panchina ci vanno pure i magazzinieri. L'allenatore sarà Bosi, ma è una cosa che ho fatto con Iachini a Venezia, quando non poteva essere tesserato come allenatore”. Toccherà dunque al tecnico della Primavera e non a Fabio Viviani prendere le redini della squadra: "A Genova sono rimasto scosso dall'atteggiamento in campo - ammette Zamparini - ma è normale dato che non era condotta da nessuno". E da Bosi, Zamparini non si attende rivoluzioni: "Penso che giocherà la stessa squadra che ha battuto il Frosinone e ha fatto bene contro la Lazio e la Sampdoria. Mi aspetto una squadra preparata, senza bisogno di invenzioni”.

I colpi di genio, semmai, si attendono in campo. E chissà, anche in sede di mercato, dove Zamparini vuole assecondare le richieste del suo tecnico: "Ho detto a Schelotto che se ha bisogno di interventi sul mercato deve dirmelo, anche prima della partita”. Dal canto suo, però, il presidente è soddisfatto delle mosse compiute finora: “Penso che non servano altri innesti. Abbiamo preso Cristante e Balogh, che tra provviggioni e altre cose l'ho pagato più di quanto dicono in Ungheria. Abbiamo preso un difensore in più, non un titolare. Giocatori che avrei preso anche con Iachini”. Il tridente di Schelotto, però, potrebbe prevedere qualche esterno in più: “Abbiamo richiamato Bentivegna - taglia corto il presidente - in più Embalo è nostro ma non so se tornerà. Abbiamo anche Trajkovski. Non è una questione di giocatori da acquistare”. E tra i rientranti, il presidente svela un retroscena sul reintegro di Maresca: “L'ho rimesso in campo io, spero che in due-tre settiamne possa ridarci una mano. Non condividevo quanto fatto da Ballardini”.

Già, Ballardini. Il tecnico ravennate ha dichiarato di voler denunciare Sorrentino per i fatti di Coccaglio, argomento sul quale Zamparini sorvola: "Ballardini fa la sua difesa contro Sorrentino e spero finisca in un nulla di fatto”. Una pagina da voltare, con un Palermo da rendere più competitivo grazie a collaborazioni di spessore come quella di Mijatovic e Lemic: "Mijatovic è un amico di Vlado Lemic. Se noi dovessimo portare avanti questo discorso del nuovo Palermo, allora vedremo cosa fare. Per adesso è solo un osservatore, non c’è nessun accordo economico, ma vedremo con lui chi prendere per l'anno prossimo. Prenderemo giocatori top”. Magari porterà anche qualche investitore, cosa che Zamparini insegue da anni: "Sto cercando da tempo un supporto economico e penso che arriverà per fare tutto, anche lo stadio, senza l'aiuto del credito sportivo. Ma vorrei anche che si facesse avanti qualche imprenditore palermitano. Sapete quanti riccastri avete qui? Ma hanno paura di investire nel calcio, non solo a Palermo. In tutta Italia”.

E per finire, uno sfogo lunghissimo sulla fine del rapporto con Giuseppe Iachini, che sarebbe potuto tornare a Palermo: “Ma qui gli allenatori si sono montati la testa e pensano di essere i salvatori della patria, compreso Iachini. Serve umiltà, se si vince si vince da equipe. Non esiste che vince l’allenatore e perde la società”. Dopodiché, Zamparini va giù duro parlando delle frizioni col tecnico marchigiano: "Iachini a luglio era in contatto con la Sampdoria e aveva l'accordo con Ferrero e non si è presentato in ritiro. Io avevo tanti allenatori a disposizione, lui non si è presentato prima della partita col Genoa e abbiamo vinto per fortuna, sperando che lo esonerassi. Io gli voglio bene come un figlio, ma non vuole più apprendere”. Anche Zamparini, però, fa un mea culpa su quanto accaduto: "Può darsi che abbia anche sbagliato a mandare Iachini, ma faccio il mio lavoro e spero di farlo al meglio”.

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