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il caso

Dybala, Palermo condannato
A Mascardi andranno 15 milioni


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L’Alta Corte impone al club rosanero il risarcimento della cifra alla Pencilhill Limited. Una beffa, seppur non inaspettata, dato che il contenzioso era in piedi da almeno un paio d’anni.


PALERMO - Dybala come Pastore: non tanto per la classe e per le plusvalenze prodotte dal Palermo, quanto per le sanzioni inflitte al club rosanero dopo la cessione dei due argentini. L’ultima, stando a quanto riporta gazzetta.it, arriva da Manchester: l’Alta Corte ha infatti condannato il club rosanero a risarcire la Pencilhill Limited, agenzia facente riferimento all’impresario Gustavo Mascardi, per una cifra complessiva di quindici milioni di euro. Una beffa per il Palermo, che ha chiuso in pari il bilancio nel 2015 proprio grazie alla cessione del talento argentino, ma non certo inaspettata, dato che da almeno un paio d’anni è in piedi un contenzioso con l’agenzia di Mascardi.

La Pencilhill Limited aveva già adito per vie legali nel 2013. Gustavo Mascardi, all’epoca dei fatti, ha promosso un contenzioso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna: il pomo della discordia era il mancato riconoscimento dei diritti sul trasferimento di Dybala dall’Instituto de Cordoba, club di provenienza dell’attaccante argentino. Il Palermo, infatti, pagò solamente il costo del cartellino al club argentino, senza versare quanto richiesto dall’agenzia di Mascardi. Il Tas, come poi riportato dal Palermo nel bilancio chiuso nel giugno 2014, si è pronunciato con una sentenza avversa al club rosanero, che a quel punto non ha potuto fare altro che incrementare il valore a bilancio del giocatore, sommando la cifra da riconoscere alla Pencilhill (poco meno di sette milioni di euro, ndr). Il Palermo si è comunque mosso per ricorrere in appello.

La decisione della Corte di Manchester non lascia scampo al Palermo, condannato così a versare quindici milioni di euro nelle casse dell’impresario argentino. Una sentenza che ricorda quella con cui si è messa la parola fine al contenzioso tra i rosa e Marcelo Simonian, procuratore di Javier Pastore, a cui è stata riconosciuta la stessa cifra dopo la cessione del Flaco al Paris Saint-Germain. Stesse modalità di acquisto e stesso fine per nulla lieto per il Palermo, che per due volte è cascato nello stesso errore.

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