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Schelotto vara l’era del 4-3-3
Vazquez largo, riecco Quaison


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Primo allenamento e prime indicazioni tattiche fornite dal tecnico argentino, con il tridente che si conferma marchio di fabbrica. Il Mudo pronto a reinventarsi come riferimento esterno con licenza di attaccare. L'erede di Ballardini tira fuori dal mazzo lo svedese, da un po' di tempo ai margini dell'undici titolare.

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PALERMO - Come si adatta un trequartista fatto e finito al tridente? È il dilemma che aleggia intorno al Palermo sin dal giorno dell’annuncio di Guillermo Barros Schelotto come nuovo allenatore. Anche chi non conosceva i dettami tattici dell’argentino, nell’era di internet, ha avuto a disposizione tutte le informazioni possibili sullo schieramento preferito dal Mellizo, quel 4-3-3 che non prevede né trequartisti, né mezze punte. La domanda, a quel punto, è diventata d’obbligo: e Franco Vazquez dove lo mette? Ipotesi, supposizioni e reminiscenze di un 4-2-3-1 usato in casi straordinari ai tempi del Lanus si sono fatte largo nei giorni scorso, in attesa della prova del campo.

A Boccadifalco, per il suo primo allenamento da tecnico del Palermo, Schelotto non ha rinnegato le proprie idee tattiche. L’argentino ha voluto vedere se e quanto i giocatori a sua disposizione possano adattarsi al suo modulo di gioco, e il dilemma Vazquez è stato risolto allargando il Mudo nel trio offensivo. Dopo aver fatto il trequartista e la seconda punta, dunque, Vazquez potrebbe ritrovarsi nel quasi inedito ruolo di esterno d’attacco. Un’idea che finora ha avuto solamente Antonio Conte, c.t. della nazionale, per il quale l’unica sistemazione possibile dell’italo-argentino nel tridente è proprio quella di ala destra.

Vazquez largo col piede invertito, dunque, così come l’altra ala del tridente. Nel Palermo di Schelotto è infatti previsto il rilancio di Robin Quaison. Dopo una girandola di ruoli, da mezzala a prima punta, passando per l’esterno destro nel 3-5-2, lo svedese trova una collocazione perfettamente congeniale alle sue caratteristiche. Nella prima seduta agli ordini del tecnico argentino, Quaison ha occupato l’out di sinistra, una scelta che potrebbe premiare la sua capacità nel tirare l’uomo in velocità per aprire spazi alle sovrapposizioni di Lazaar. A completare il tris d’attacco, nella prima partitella dell’era Schelotto, un Gilardino pronto a raccogliere gli assist dei due esterni.

Il primo Palermo sperimentale di Schelotto è sceso così in campo al “Tenente Onorato”: Sorrentino in porta, linea difensiva a quattro con Vitiello e Lazaar terzini coadiuvati dalla coppia centrale composta da Goldaniga e Gonzalez. Il centrocampo rimane a tre con gli stessi uomini di Genova, ovvero Jajalo (riconfermato mezzala, ndr), Cristante e Hiljemark, con l’attacco formato dai già citati Vazquez, Gilardino e Quaison. Un 4-3-3 confermato anche nella formazione opposta a quella titolare, con l’inedito tridente Djurdjevic-Balogh-Trajkovski e la sorpresa Rispoli a sinistra.

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