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Per Schelotto due gare toste
Dopo l’Udinese all-in col Carpi


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L’arrivo del tecnico di La Plata in un momento delicato, dopo un esonero turbolento e con il mercato ancora aperto. La classifica non concede margini di errore: gli emiliani sono a quattro punti e tra due sabati sarà scontro diretto al “Braglia”. Domenica l'ennesimo derby tra Zamparini e Pozzo.

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PALERMO – Sorrentino aveva torto: questo Palermo non merita il quintultimo posto, come invece sostenuto dal capitano al termine della sofferta vittoria maturata sul campo del Verona. Un’asserzione che difficilmente potrebbe essere accolta con soddisfazione dal presidente Zamparini, fermamente convinto di avere allestito, e nelle ultime settimane potenziato, insieme ai suoi collaboratori una squadra sufficientemente smaliziata per affrontare con serenità il massimo campionato italiano anziché lottare con le unghie e con i denti per rimanere nel lotto delle partecipanti. La perentoria – se non addirittura clamorosa sul piano del risultato – sconfitta rimediata a Marassi ha dato il via libera a una preoccupante inversione di prospettiva tra il Genoa e i rosa, adesso scivolati al diciassettesimo posto in precedenza occupato proprio dai liguri degli ex Gasperini, Muñoz e Rigoni, quest’ultimo recente sposo del Grifone dopo l’epurazione divenuta esecutiva all’indomani della sconfitta in Coppa Italia contro l’Alessandria. Incroci che riportano la memoria a stagioni maledette, rinnovi mai arrivati e fratture insanabili.

A confutare al ribasso le parole pronunciate otto giorni fa dal portiere rosanero, anche al “Ferraris” l’ultimo ad arrendersi a suon di parate che hanno reso meno pesante un passivo già di suo difficile da digerire, è la classifica, tornata a fare paura. Perché se è vero che il Frosinone è gradualmente calato, ottenendo la miseria di un punto in cinque gare, di rilievo è invece la silenziosa risalita del Carpi, che nelle prime tre partite dell'anno ha guadagnato sul Palermo la bellezza di quattro punti, dimezzando la distanza dall’ultimo posto utile per mantenere la categoria. Quello in programma tra due sabati al “Braglia” di Modena sarà a tutti gli effetti uno spareggio che metterà in palio un pezzo di sopravvivenza. Molto potrebbe dipendere da come le due squadre arriveranno allo scontro diretto: il prossimo turno vedrà gli emiliani di scena a San Siro contro un’Inter in crisi, mentre in Sicilia giungerà un’Udinese ferita nell’orgoglio a causa del devastante passaggio del ciclone Juventus nel giorno del debutto nel nuovo “Friuli” completato, dopo l’inaugurazione con sconfitta avvenuta lo scorso agosto contro l’allora formazione di Iachini.

L’ennesimo derby tra Zamparini e Pozzo verrà reso ulteriormente carico di significati dall’esordio sulla panchina rosanero di Guillermo Barros Schelotto, giunto in città e insieme al gemello Gustavo pronto a ereditare il gruppo da Fabio Viviani, traghettatore pro tempore chiamato a vestire nuovamente i panni del tattico dopo la settimana da anello di congiunzione tra ciò che è stato e quello che potrà essere. Il tecnico argentino dovrà innanzitutto lavorare sul morale di una squadra relegata al terzultimo posto nelle graduatorie riservate ai reparti avanzati più prolifici e alle difese meno perforate, per di più reduce da una pesante battuta d’arresto contro una diretta concorrente, nonostante l’inserimento dall’inizio di un Cristante ancora alla ricerca della migliore condizione e il debutto di Balogh, subentrato proprio al centrocampista proveniente dal Benfica per una casuale e infruttuosa staffetta tra i due pezzi pregiati del mercato di gennaio. Battesimo di fuoco per l’ex allenatore del Lanús: i tempi di ambientamento sono strettissimi, nei prossimi 180 minuti è vietato sbagliare.

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