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Palermo, Mijatovic sale in sella
L'ex Real Madrid entra in società


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L'ex attaccante montenegrino, con un passato brillante nel Real Madrid, entrerà a far parte dei quadri dirigenziali del club di viale del Fante con il ruolo di vicepresidente con pieni poteri nell'area sportiva e tecnica.


PALERMO - Il quadro del nuovo Palermo, quello che Maurizio Zamparini da mesi sta progettando per la prossima stagione, va via via delineandosi. Se per Guillermo Barros Schelotto l’ingresso è stato anticipato al campionato in corso, così potrebbe non essere per le altre figure che il patron rosanero vorrebbe inserire in dirigenza. Lo ha ammesso lui stesso di aver bisogno di un nome “importante” per attirare investitori e per interfacciarsi con gli stessi: Trapattoni e Guidolin hanno declinato, ma le amicizie slave del presidente hanno fatto sì che si arrivasse ad un nome probabilmente più prestigioso in ambito dirigenziale. Quello di Pedrag Mijatovic, ex bomber montenegrino campione d’Europa col Real Madrid e direttore sportivo delle Merengues dal 2006 al 2009, un biglietto da visita mica da ridere se si punta a potenziare la struttura del club.

Mijatovic ha assistito alla partita di Genova in tribuna con i fratelli Schelotto, ma non solo. Il dirigente montenegrino era presente anche a San Siro per Milan-Palermo ed è a stretto contatto col club rosanero da mesi. C’è evidentemente la sua mano nell’approdo dell’ex tecnico del Lanus alla corte di Zamparini e potrebbe non essere l’unica operazione nella quale il direttore nativo di Podgorica metterà la propria firma. C’è infatti un mercato da gestire con lo stesso Zamparini e con Gerolin, oltre che con gli intermediari vicini al presidente (Curkovic e Fiorini in primis), per poi attendere sviluppi per l’inserimento in società. Dal club di viale del Fante, per il momento, trapela una certa cautela. Il ruolo di Mijatovic dovrebbe essere quello di vicepresidente (attualmente ricoperto da Guglielmo Miccichè, ndr).

Da calciatore, Mijatovic è stato campione d’Europa e del Mondo con la maglia del Real Madrid. Autore del gol decisivo per la vittoria della Champions League nel 1998 ai danni della Juventus, Mijatovic ha poi fatto scalo in Italia per tre stagioni, senza però lasciare il segno. Dei suoi tre anni a Firenze restano pochissimi gol, quattro in tutto, ma anche una lingua italiana imparata alla perfezione, dettaglio non certo da trascurare. Nel 2006 è il nome proposto dal candidato presidente del Real Madrid, Ramon Calderon, per il ruolo di direttore sportivo. L’elezione di quest’ultimo gli spiana la strada verso la prestigiosa poltrona del club madrileno, col quale ha vinto due campionati (uno con Capello in panchina, l’altro con Schuster) e ha messo a segno colpi di mercato di rilievo dal Sudamerica.

Il Real Madrid, grazie anche ai contatti di Mijatovic e degli agenti a lui vicini con l’America Latina, riscopre infatti in questo periodo il mercato brasiliano e argentino. Non più fenomeni affermati, ma giovani di belle speranze da lanciare in camiseta blanca. Con alcuni va bene, con altri un po’ meno: strappa alla concorrenza europea un giovanissimo Gonzalo Higuain dal River Plate e lo porta alla ribalta mondiale come uno dei principali attaccanti del pianeta. Sfortunata invece la parabola di Fernando Gago, acquistato dal Boca Juniors con tutti i crismi del futuro fenomeno, mai realmente esploso. Dall’Europa, invece, un acquisto su tutti segna una linea di continuità col Palermo: dopo uno straordinario Europeo Under 21, Mijatovic e il Real si assicurarono il tornante olandese Royston Drenthe per 14 milioni. Un affare gestito da Vladica Lemic, uno degli uomini che attualmente collabora con Zamparini. Un cerchio che potrebbe riaprirsi in Sicilia.

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