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Messina, la difesa di Di Napoli:
"Avete in mano una carriera"


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Il tecnico giallorosso ha preso la parola durante il dibattimento in cui veniva assistito dai legali Grassani e Villari.

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MESSINA - Dimostrare che i contatti tra Arturo Di Napoli e il dirigente de l’Aquila Ercole Di Nicola non erano volti a programmare il risultato del match tra gli abruzzesi e il Savona, ma per motivi di calciomercato. Questa la linea utilizzata dal pool di avvocati composto dal legale bolognese Mattia Grassani e dai messinesi Antonio Fazio e Giovanni Villari, volti a scongiurare la maxi-squalifica di 4 anni chiesta dalla Procura Federale all’indirizzo del tecnico del Messina. Una difesa approfondita, sciorinata proprio nel giorno in cui la parola spettava agli avvocati.

Nella sala dell’Hotel Vittorio Veneto di Roma, il processo si è dunque arricchito di nuovi elementi: “A differenza di quanto sostiene il sostituto Stefano Giua una ricostruzione alternativa a mio avviso è possibile – ha dichiarato l’avvocato Grassani durante la sua arringa - . Secondo la Procura i primi contatti tra Di Napoli ed Ercole Di Nicola risalirebbero a tre settimane prima della gara tra L’Aquila e Savona disputata il 24 novembre. In realtà noi abbiamo richiesto i tabulati telefonici del semestre precedente, dai quali emerge che i due erano in contatto già dai primi di luglio e tra l’estate ed il 31 dicembre vi saranno più di duecento telefonate tra di loro. In tutte le conversazioni si fa riferimento all’acquisto di tre calciatori, Gizzi, Bramati (oggi peraltro in forza al Messina, ndc) e Sanna. L’allenatore venne assunto dal club ligure il 24 luglio e dovette ricostruire praticamente da zero la rosa. Di Napoli non voleva tesserare Gizzi ma Di Nicola gli impose a tutti i costi il suo tesseramento unitamente a quello degli altri due atleti, ai quali il tecnico era effettivamente interessato, garantendogli la copertura del costo dell’ingaggio”.

Concetti rafforzati anche dal legale messinese Giovanni Villari: ”Abbiamo raccolto 1.600 pagine di tabulati e presentato al Tribunale una sintesi in merito. Nell’estate del 2014 Di Napoli, appena assunto dal Savona, si giocava una bella occasione per la sua carriera. Tra il 21 luglio ed il 7 agosto sarà sempre Di Nicola a contattare Arturo. Oltre al giocatore oggetto dei desideri dei liguri, gli verrà indicato ed imposto anche il “poco raccomandabile” Gizzi, che definisco tale considerato il suo reale rendimento sul campo”. Durante il dibattimento ha preso la parola anche Arturo Di Napoli che ha voluto lanciare un monito alla Corte: “Ho calcato per venti anni i campi di calcio, collezionando 400 presenze tra professionisti. Non sono mai incappato in alcun problema, né di doping, né di scommesse o di illeciti. Questa di oggi è la mia prima presenza in un’aula giudiziaria. Da qualche anno ho iniziato la carriera di allenatore, che adesso affido nelle vostre mani. Vi chiedo di leggere con grande attenzione le memorie redatte dai miei avvocati. Ripeto, avete una carriera in mano”.

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