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Andelkovic riavvolge il nastro:
"Le ore di tensione a Coccaglio"


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Il difensore sloveno racconta quello che è accaduto nelle ore frenetiche del ritiro che ha poi portato alla rottura tra Ballardini e Sorrentino. Ora l'obbligo di riprendere la strada verso una salvezza che rimane alla portata del Palermo.

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PALERMO - In casa rosanero si è già cambiata pagina, per la seconda volta in stagione. Davide Ballardini non poteva più restare alla guida del Palermo, dopo quanto accaduto a Coccaglio, e adesso si attende l’arrivo di Schelotto per iniziare definitivamente una nuova avventura. I dissapori col tecnico romagnolo, però, sono ancora freschi nella memoria di Sinisa Andelkovic. Il centrale sloveno, intervistato da Ekipa, racconta quanto accaduto in quel ritiro di fuoco: “Sono dispiaciuto di tutta questa situazione, davvero. Per me è ancora tutto vivo nella mente e non voglio parlarne, almeno finché non si calmeranno le acque. Tutto è accaduto velocemente. Tra Ballardini e Sorrentino c’era già nervosismo in hotel, prima della partita. L’allenatore ha detto al nostro capitano che sarebbe rimasto in panchina, che al posto suo avrebbe giocato Colombi”.

Una scelta incomprensibile, per certi versi. Sorrentino è da inizio stagione uno dei migliori (se non il migliore) per rendimento e una sua esclusione, in una partita fondamentale come quella di Verona, sarebbe stata un rischio fin troppo grande da correre. "Sorrentino non ha reagito bene, era veramente deluso”, prosegue Andelkovic nel suo racconto, che passa subito al giorno della sfida del Bentegodi: "A quel punto tutti ci siamo riuniti nello spogliatoio e abbiamo aspettato le istruzioni dell’allenatore, ma non c’era. Per un momento è entrato, ma è uscito subito. Non ce lo aspettavamo, eravamo scioccati. Non sapevamo cosa fare. In questi casi la squadra crolla, ma con noi non è successo. Sorrentino ha preso il comando, abbiamo concordato come giocare, il capitano ci ha motivati e siamo andati in campo. Grazie a Dio abbiamo vinto. L’allenatore dovrebbe essere l’unico a prendere decisioni al riguardo. Per questo la vittoria di Verona ha un sapore agrodolce. Ovviamente abbiamo festeggiato, ma per tutto quel che è successo non c’era nulla di che esultare".

Il futuro di Ballardini, d’altronde, sembrava già segnato pochi giorni prima, quando il Palermo uscì malconcio dalla sfida casalinga contro la Fiorentina: "Sapevamo che dopo la sconfitta con la Fiorentina il mister sarebbe dovuto andare via - continua il difensore - ma è rimasto. Il Palermo è in cambiamento costante, è un vizio, ma la situazione non è rosea”. Nonostante tutto, Andelkovic ha ritrovato la maglia da titolare proprio contro il Verona e spera di poter contribuire nella corsa alla salvezza: "Considerando che ho ritrovato un posto da titolare, al momento sono felice a Palermo. Non penso a quanto accaduto in passato, ma adesso devo di nuovo mettermi alla prova. Ma era così già dall’inizio. Alla fine ci sono ancora molte partite, specialmente in casa, ed è lì che dobbiamo ottenere punti, ma anche contro le dirette concorrenti. Penso che la nostra squadra abbia abbastanza qualità per lottare per la salvezza. Questo è l’obiettivo primario che dobbiamo realizzare".

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