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calcio - serie a

Viviani prepara il nuovo Palermo
Prima seduta, poche indicazioni


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L’ex assistente tattico di Iachini ha preso ufficialmente le redini della prima squadra venendo coadiuvato da Giovanni Bosi, allenatore della Primavera. Centrocampo a rombo alla base del lavoro odierno, da parte di chi farà da spalla a Guillermo Barros Schelotto.

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PALERMO - Il primo allenamento di Fabio Viviani, com’è normale che sia, lascia una serie di punti interrogativi irrisolti. Il Palermo cambia nuovamente pelle, in attesa di passare tra le mani di Guillermo Barros Schelotto, e cerca un nuovo assetto tattico per affrontare al meglio la seconda parte di stagione. Novità tutte da scoprire e mantenute celate dalla prima seduta sostenuta a Boccadifalco dai rosanero, in campo per preparare il secondo scontro salvezza consecutivo che li vedrà opposti al Genoa. Ancora lavoro di riatletizzazione per Vitiello, mentre Bolzoni si è sottoposto alle cure dei fisioterapisti.

Chi è sceso in campo, invece, ha potuto riprendere il lavoro interrotto circa due mesi fa, quando insieme a Iachini e al suo staff anche Viviani lasciò il campo per dedicarsi ad altri compiti, sempre da tesserato del Palermo. L’ex assistente tattico di Iachini ha preso ufficialmente le redini della prima squadra venendo coadiuvato da Giovanni Bosi, allenatore della Primavera che, a sua volta, per questa settimana dovrebbe essere guidata dal suo vice Francesco Libro. Tutto tornerà alla normalità dopo la partita col Genoa, quando Viviani assumerà nuovamente il ruolo di assistente tecnico e Schelotto porterà con sé il suo staff (probabile l’arrivo di Gustavo Barros Schelotto, gemello dell’ex Lanus e già vice di Guillermo in Argentina, ndr).

Seppur da prendere con le pinze, le prime indicazioni sul Palermo di Viviani prevedono l’utilizzo del trequartista. Una necessità evidente, data la composizione della rosa, ma che con l’arrivo di Schelotto e del suo 4-3-3 aveva iniziato a vacillare. Nella partitella a ranghi misti, però, la posizione tra le linee di centrocampo e attacco non è stata ricoperta da Vazquez: in una formazione ha giocato Brugman, mentre nell’altra è stato Quaison ad agire in mezzo ai due reparti, con Vazquez schierato addirittura qualche metro più dietro. Per Quaison, comunque, è un segnale positivo: anche qualora si dovesse procedere col 4-3-3, lo svedese sarebbe uno dei pochi realmente adatti al tridente offensivo.

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