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Messina, Martinelli non molla:
"Bisogna ritrovare l'entusiasmo"


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Il difensore punta a chiudere al meglio il girone d'andata, ritrovando il feeling con la vittoria nella prima sfida dell'anno contro il Martina Franca.

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MESSINA - Luca Martinelli prende il Messina per mano e lo accompagna fino alla vittoria. Difensore elegante ed efficace, l’ex Empoli è uno dei punti di forza della squadra guidata da Arturo Di Napoli, confermandosi elemento di spessore anche quanto ha dovuto agire da terzino destro.

Il 2015 si è chiuso in modo amaro con la brutta sconfitta di Caserta, l’apice di un periodo delicato in cui i siciliani hanno raccolto appena 2 punti in 5 giornate: “La partenza sprint ha sorpreso tutti – ha dichiarato – inconsapevolmente qualcuno di noi ha alzato l’asticella, ciò ha fatto si che aumentasse anche la pressione verso di noi che ogni domenica eravamo costretti a vincere per restare aggrappati alla testa della classifica, ma il nostro obiettivo è ben altro. Non offendo nessuno se dico che questa squadra non è stata certo fatta per ammazzare il campionato, dobbiamo solo ritrovare quella mentalità che ci ha spinto all’inizio della stagione, quell’entusiasmo che ci faceva lottare su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Inevitabilmente si è venuta a creare un po’ di insicurezza, ma è normale quando non vinci, però ci tengo a sottolineare che non ci siamo mai montati la testa e che questo è un gruppo umile e unito”.

La salvezza quindi rimane l’unico obiettivo alla portata di questo Messina, ma occorre dare una sterzata al campionato a partire dal match contro il Martina Franca: “Vogliamo chiudere al meglio il girone d’andata – ha dichiarato Martinelli – le sedute d’allenamento fatte durante la sosta sono state utili per ritrovare un po’ di brillantezza fisica, ora tocca scuoterci da un punto di vista mentale, perché è proprio questo che ci ha limitato nel corso dell’ultimo mese e mezzo del 2015”. Per il rientro di Palumbo toccherà aspettare ancora un po’, quindi Martinelli dovrà pazientare prima di ritrovare il suo posto al centro della difesa: “E’ il mio ruolo naturale, me lo sento cucito addosso e quello in cui mi esprimo meglio, però nel calcio capita anche di doversi sacrificare per il bene della squadra e così ho fatto”.

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