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Sannino prende in mano il Catania
Sacrificio e 4-3-3 per ripartire


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Mister Sannino in allenamento

Il tecnico campano potrebbe ridisegnare il Catania con l'inserimento del giovane Garufi in mezzo al campo e l'avanzamento di Rosina a fianco di Calaiò. L'incognita principale, però, resta il rendimento del reparto difensivo.

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TORRE DEL GRIFO (CATANIA) - Più degli uomini. Più dei moduli. Mister Sannino prende in mano il Catania. Nei primi tre giorni di lavoro ha già catechizzato a dovere i suoi nuovi ragazzi: ha chiesto prima di tutto sacrificio e dedizione. Ha imposto le sue regole, insomma. Del resto, c’è da riprendere in pugno le redini di una situazione sfuggita di mano nel giro di appena duecentosettanta minuti. Ed, allora, è normale e quasi naturale che l’attesa della sfida di sabato pomeriggio al Massimino contro il Modena si sia trasformata in ansia. Una pressione inevitabile per una sfida che mentalmente è già decisiva nell’economia del campionato dei rossoazzurri: novanta minuti troppo importanti con Sannino che si scontra contro quella vecchia volpe di Novellino. Studia le mosse, Sannino. Più degli uomini. Più dei moduli.

Eppure, tutto passa da uomini e moduli. La novità (e la curiosità) è legata al possibile cambio schieramento tattico. Da quel raffazzonato 4-3-3 delle recenti uscite al “credo” dell’allenatore campano: quel 4-4-2 che ha fatto le sue fortune. Ma anche le sue sventure. Come giocherà, allora, il suo Catania? In verità, quella che appare come una certezza è che Sannino non stravolgerà il modulo. Magari non ricalcherà per filo e per segno il 4-3-3: ma non vi si potrà discostare di tantissimo. E, magari, proporrà una sorta di 4-2-3-1 con il problema (enorme) legato, però, alle pedine da inserire a centrocampo. Sannino deve per forza di cose inventarsi qualcosa. Tanto per dire: il primavera Garufi potrebbe addirittura debuttare dal primo minuto ed affiancarsi a Chrapek.

Da Torre del Grifo arrivano poche indicazioni ma l’ipotesi destinata a concretizzarsi è quella di vedere - finalmente - più vicini Rosina e Calaiò. Ma si tratta solo di una parte della cura. Non la medicina definitiva. E’ dietro che si vive con palpitazione. E’ lì, tra difesa e centrocampo, che Sannino dovrà calcare la mano.

Registrare e richiamare all’ordine una difesa finora inguardabile tentando una missione impossibile come quella di far stare all’altezza del momento uomini come Peruzzi e Monzon. Perché quello che rimane, alla fine, è solo l’obbligo di ottenere una vittoria. La prima in questa stagione di cadetteria. Da ottenere a tutti i costi. Più degli uomini. Più dei moduli. Più degli avversari.

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