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calcio - serie b

B a 20 squadre, Abodi ci spera:
"Obiettivo entro due stagioni"


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Il presidente della Lega Serie B si augura di trovare un accordo con la Lega Pro entro settembre per riprendere il processo di riduzione delle squadre, interrotto dal ripescaggio del Vicenza.

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PALERMO -  L'ultimo caso burocratico tra Coni, Lega Serie B e Figc ha ritardato il processo di riduzione del numero di squadre del torneo cadetto, che però resta in agenda. Il fallimento del Siena, che aveva momentaneamente lasciato il campionato di serie B a 21 squadre, è statao seguito dalla richiesta della Federazione di riportare il numero delle squadre partecipanti a 22, mediante il ripescaggio del Vicenza, squadra che risultava essere prima in graduatoria tra le papabili alla ventiduesima piazza. Una situazione che però non scoraggia il presidente di Lega, Andrea Abodi, che continua a dirsi fiducioso in vista di un ritorno al campionato a 20 squadre, in accordo con la Lega Pro, che ha già attuato una riforma per ridisegnare il campionato di terza serie: "Sulla riforma del campionato di B eravamo partiti bene, poi abbiamo dovuto fare retromarcia e siamo tornati a 22 squadre - ha detto Abodi a Radio Anch'io lo Sport - mi auguro che, entro settembre, ci sia un accordo fra la nostra Lega e la Lega Pro per regolare secondo le norme la riduzione a 20 squadre. Ritengo che, nel giro di due stagioni, questo obiettivo si possa tranquillamente raggiungere".

Tra gli obiettivi della Lega Serie B, come confermato dallo stesso Abodi, c'è quello di dare maggiore spazio ai giovani italiani e di riportare le famiglie negli stadi: "È un campionato dove si sperimenta per la massima serie. Più del 75% dei calciatori di B sono italiani, con una media di 24 anni: mi sembrano numeri interessanti. Sull'impiego di una certa quantità di calciatori italiani, e sulla riforma dei campionati, penso sia arrivato il momento delle decisioni; che questo poi passi dalle persone è inevitabile. Mi auguro di poter riportare, entro la fine del mese, i bambini negli stadi: le società sono molto motivate, per la promozione del calcio, della B e della propria squadra. C'è un progetto che riguarda la scuola e la formazione, per far arrivare i bambini non solo alla presenza negli stadi, ma prepararli alla cultura delle regole". Abodi si è inoltre soffermato sulle questioni legate al razzismo e alla discriminazione territoriale: "Il reato non è stato abolito, ma semplicemente derubricato, non si parla di razzismo, ma di discriminazione territoriale. Tra
razzismo e discriminazione territoriale c'è una differenza e credo che sul razzismo non ci debba essere alcuna giustificazione, va contrastato in tutti i modi anche con quelle tifoserie più predisposte. Non credo sia stata abbassata la guardia. Dobbiamo combatterlo in maniera meno demagogica e più efficace".

Abodi, tra i principali sostenitori di Tavecchio per la poltrona di presidente federale, è tornato anche sulle polemiche legate alla candidature dell'ex presidente della Lega Nazionale Dilettanti: "Dopo le polemiche dei mesi scorsi, l'unica cosa che conta davvero è legata alle scelte e ai tempi - ha aggiunto - perchè
non possiamo più attendere. C'è grande volontà e coesione da parte di
tutte le componenti, vogliamo remare dalla stessa parte. Mi auguro ci
sia anche la volontà di uscire dalla crisi tecnica e organizzativa. Come
Lega di B abbiamo scelto Tavecchio, perchè riteniamo che la necessità di
cambiare radicalmente passasse da una volontà comune delle quattro
leghe, che Tavecchio è riuscito a interpretare. Siamo andati al di là
della qualità della persona, della sua esperienza e di tutto quello che
ha dimostrato alla guida della Lnd. Negli ultimi anni le leghe hanno avuto un atteggiamento litigioso o distaccato, per responsabilità che sono le nostre: con la scelta di Tavecchio, ci siamo assunti la responsabilità di discutere e di andare d'accordo".


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