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il personaggio

Rigoni pronto a ripartire:
"Daremo filo da torcere a tutti"


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Luca Rigoni, centrocampista del Palermo

Il centrocampista, giunto dal Chievo nel corso della finestra di mercato estiva, crede nelle potenzialità della squadra guidata da Beppe Iachini, allenatore che lo ha lanciato a Vicenza e che lo ha espressamente chiesto anche in rosanero.

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PALERMO - E’ nato a pane e calcio. Luca Rigoni, dal volto buono e genuino, è uno che si è fatto da solo. Ha lottato tanto per la sua passione più grande: il pallone. Anche in carriera, nelle squadre in cui ha militato, ha dovuto giocare sempre per il pane quotidiano e anche quest’anno, con la maglia del Palermo, sarà così. C’è una salvezza da conquistare. Al Corriere dello Sport, Rigoni esalta soprattutto il leader della ciurma, ovvero Beppe Iachini: “Ogni allenatore ha qualche fedele che gli piace più degli altri, per questioni caratteriali, per rigore professionale, perché in campo è ordinato e scrupoloso. Iachini ha lo stesso carattere di papà, un duro, che parla poco e pretende tanto. Entrambi, in fondo, buoni e sensibili. Si assomigliano. Ho avuto la fortuna di averlo a 18 anni. A Vicenza, navigavo tra i tanti giovani, abbiamo disputato un buon campionato e sono diventato titolare. Poi Piacenza e Chievo altre esperienze positive culminate con la promozione. Forse, ha pensato che rispecchio le caratteristiche, umane e professionali, che tanto gli piacciono”.

Una tappa fondamentale del suo cammino è il Chievo Verona, anni e anni a lottare per la salvezza, poi l’addio: “Hanno inventato che il Chievo mi teneva prigioniero. Era il contrario. La società non voleva cambiare, io sì. In scadenza, capitano e considerato impotante, volevo provare nuovi stimoli. Mi chiesero di rinnovare, rifiutai. Devo solo ringraziare il Chievo che mi ha dato la possibilità di giocare sei anni in A; con Corini e il presidente Campedelli è rimasto un ottimo rapporto. Conveniva a tutti, la società ci ha guadagnato. Pioli? Non si discute, come uomo e come tecnico, basta rileggere la sua storia. Certo, pochi mesi non ti consentono di instaurare lo stesso rapporto che con altri”.

Si parla di temi attuali e quindi l’occasione persa con la Sampdoria: “Poteva essere la partita perfetta. Alla Samp avevo segnato il mio primo gol in A, mi sembrava di buon auspicio. Invece, quella con la Sampdoria si è trasformata in un'occasione sprecata. A Cesena fanno festa, li capisco, noi siamo incavolati, si veniva da una sconfitta con un avversario di B e dall'eliminazione in Coppa Italia, l'ambiente non era sereno e ci tenevamo a cominciare con i tre punti. Resto della mia idea: daremo filo da torcere a tutti. Le prossime sfide? Dobbiamo giocare come contro la Sampdoria. A testa alta e non sbagliare”. E’ probabilmente l’anno di Dybala: “Non lo conoscevo così – dice Rigoni - che gol e che partita! E se fosse la sua stagione? A 20 anni non serve mettergli pressione. Anche Vazquez è bravo. Speriamo che vengano fuori le qualità di tutti, da Belotti e Joao Silva. Makienok una bella bestia, siamo due biondi adesso”.

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