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Mercato, futuro e polemiche
Ceravolo: "Adesso parlo io"


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Franco Ceravolo

L'uomo mercato del Palermo a tutto campo: "Abbiamo fatto un buon mercato, tenendo conto anche delle esigenze economiche del club. Presi 12 calciatori, ceduti 19 elementi: l'obiettivo era ringiovanire la rosa".


 


PALERMO - Non ha quasi mai parlato in conferenza stampa e quindi le parole di oggi hanno il sapore quasi dell’esclusiva. Franco Ceravolo, nel corso della presentazione di Joao Silva, ha preso la parola, parlando di mercato e non solo. Lui, uno che non ama parlare tanto, predilige principalmente la conquista del risultato: “Sono importanti i risultati – dice il dirigente rosanero - sia in campo che fuori. Quando si fa il mercato o si risponde ai giornalisti o si lavora, il progetto è iniziato in maniera importante. Sono responsabile della direzione sportiva - continua Ceravolo -, ringrazio Zamparini e Cardinaletti per la fiducia”.

Tema della campagna acquisti: “Il presidente ancora investe, abbiamo prima venduto e poi reinvestito le risorse. Volevamo ringiovanire la rosa, ne abbiamo acquistato 12 e molti di loro sono nazionali. Non era facile prendere Makienok, ha qualità importanti. Ci siamo mossi in tempo in base ad esigenze anche economiche. Hanno tutti caratteristiche importanti, non sono calciatori sconosciuti”. Un mercato in uscita, non ancora terminato: “Abbiamo ceduto 19 calciatori, giovani e bravi. Vicenza ha ancora una settimana per completare il suo mercato, vogliono alcuni giocatori nostri che però hanno degli ingaggi parecchio alti. Stiamo trattando per Di Gennaro. Oltre a lui il Vicenza è interessato a Milanovic e a Lores Varela. Stiamo facendo di tutto per venirgli incontro, facendo degli sforzi notevoli. Abbiamo - continua il ds rosanero - anche calciatori giovani come Bentivegna e Fulignati, sono siciliani e palermitani, il nostro obiettivo è valorizzarli”.

Ceravolo – etichettato da tanti addetti ai lavori come persona sbagliata per il Palermo – ribatte così: “A livello mediatico si è detto qualcosa di sbagliato su di me, ma a me interessava la parola del presidente. Mi ha dato fiducia, io sono nel mondo del calcio da sempre. Capisco che all'inizio c'era la festa, c'era Perinetti e c'ero io. Io sono un direttore sportivo con qualifica di scouting, non faccio scenate con i giornalisti, lavoro con e per la mia azienda. Mi piace fare il mio lavoro”. Ecco la sua su Joao Silva: “Lo seguiamo da 2 o 3 mesi. Col procuratore c'era già un accordo di massima, alle 17 mi sono sentito con Cardinaletti e Zamparini per le cifre economiche. Da parte del Bari è mancato qualcosa. Lui era a Bari per questioni burocratiche, si sono fidati un pò troppo del tempo a disposizione e noi eravamo anche stufi. Ma alla fine abbiamo dato a Iachini la punta che cercava”. Fiducioso per alcuni importanti rinnovi contrattuali: “I rinnovi di Barreto e Munoz sono a buon punto, siamo ottimisti, stiamo parlando e noi vogliamo riconfermarli. Ci sono degli appuntamenti già fissati. Aronica ad oggi è un tesserato, a giorni dovremo risolvere il suo contratto, ma contano i fatti, non le parole. Ho parlato con lui e col suo procuratore, le parole però se le porta via il vento”.

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