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Le pagelle dell'anno rosanero

Belotti rivelazione dell'anno
Barreto e Bolzoni infaticabili


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Voti altissimi per tutti i protagonisti della cavalcata verso la massima serie. Su tutti Sorrentino, Munoz, Barreto, Lafferty e Belotti. Ma il dieci e lode va al tecnico Beppe Iachini.

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2013/2014, belotti, iachini, lafferty, pagelle palermo, stagione, Sport
SORRENTINO 8 Decisivo in tante partite. L’ultima grande parata l’ha fatta in casa contro la Reggina salvando su Scuffa. Si è interamente riscattato dopo qualche disattenzione legata alla maledetta stagione in A. Ha trasmesso sicurezza al reparto.

UJKANI 7 Quando è stato chiamato in causa non ha certamente deluso. Ha giocato una decina di partite e ha fatto molto bene. Anche lui si è riscattato, avrebbe voluto giocare di più, ma davanti ha un number one insuperabile.

FULIGNATI S.V

ANDELKOVIC 7,5 E chi pensava fosse così? Una sicurezza. Ha giocato tutto il campionato e non ha sbagliato praticamente nulla. Furbo e anche fortunato quando a Reggio non viene punito con il calcio di rigore per una “mano di troppo”. Di testa è micidiale, da provare anche in serie A.

DAPRELA’ 6 Inizia alla grande giocando ottime partite. Poi pian piano cala, perde smalto, non supera l’uomo e si limita alla fase difensiva, fino a perdere il posto. Gli manca la grinta per riprendersi la maglia conquistata da Lazaar.

LAZAAR 7,5 Arriva a gennaio e diventa subito titolare. Si vede che ha stoffa, salta l’uomo e va sempre in porta. Ha già collezionato un bel po’ di assist vincenti, le sue palle sono ficcanti e ben calibrate. Sbaglia solo quando decide di strafare, per il resto è pronto per la massima serie.

MILANOVIC 6 Gioca poco ma a Iachini piace tanto. Quando mancano i “tre moschettieri” della difesa, tocca sempre a lui. Sta iniziando a maturare, può rivelarsi interessante.

MORGANELLA 6,5 Un buon girone di ritorno condito da grinta, sudore e determinazione. Dopo un inizio balbettante, conquista il palcoscenico e gioca anche bene. Poi il black out, infortunio a Cesena e stagione finita. Il calcio a volte è strano e crudele. Comunque più che sufficiente per le cose fatte vedere nel girone d’andata.

MUNOZ 9 Uno dei migliori senza dubbio. Un lusso per la categoria, c’è anche chi lo ha definito “illegale” per questa serie B. Una roccia. Bravo anche nel far ripartire i suoi compagni e sempre pericoloso quando si spinge in avanti nelle palle inattive. Regala al Palermo la fondamentale vittoria interna contro il Pescara, con il suo gol di testa dopo un minuto. Applausi.

PISANO 6 Parte male. A Brescia ne combina di tutti i colori, poi però reagisce e inizia a giocare da duro mostrando doti umane e caratteriali di un certo spessore. È anche sfortunato, perché va spesso vicino al gol ma non ci riesce. Ha anche confezionato assist vincenti e ha coperto bene in difesa. Se solo fosse più continuo…

STRUNA S.V.

TERZI 6,5 Se la difesa è una delle migliori è anche merito suo. Anche lui parte con il freno a mano tirato, come a Bari. Ma da quella partita in poi si rimbocca le maniche, testa alta e concentrazione al massimo. Negli anticipi diventa insuperabile.

VITIELLO 6,5 Poche presenze, ma mai una virgola sbagliata. È consapevole che ha poche chances e allora quando viene chiamato in causa non può permettersi stonature. Miracoloso nel match casalingo contro la Reggina quando salva sulla linea un pallone che stava per entrare.

BACINOVIC 5 Se non ha giocato è tutta colpa sua. Sempre svogliato. Gioca fino a quando Iachini non sperimenta altre strategie. Poca roba.

BARRETO 9 E’ la sua stagione. Centrocampista e capitano con gli attributi. Macina tantissimi chilometri, non si ferma mai. Quando la squadra è stanca c’è lui a risollevarla. La retrocessione gli ha acceso il cuore, la passione per questa maglia è sbocciata con la fascia al braccio. Non delude mai. Super.

BOLZONI 8,5 Sette polmoni il suo soprannome. Anche lui, come Barreto, ha un contachilometri pazzesco. Se inizialmente aveva problemi di ritmi e anche nel calibrare il passaggio, gradualmente ha imparato a collaborare con i compagni e ha anche fatto gol. Memorabile la sua doppietta al Menti di Castellamare. Ha detto che in caso di promozione avrebbe tagliato la barba. Lamette in mano e ci rivediamo il prossimo anno in A.

DI GENNARO 6 Con Gattuso è titolare inamovibile. Segna qualche gol come a Padova, ma appare spesso con poca verve. Iachini lo utilizza poco, anche perché il tecnico marchigiano gioca senza trequartista. A Trapani viene impiegato in mezzo al campo e lui non delude. Stagione di alti e bassi.

EMBALO S.V

MARESCA 7,5 Viene acquistato a gennaio e immediatamente prende in mano la squadra. Il suo ingresso in squadra coincide con l’esplosione del Palermo che non perde più una partita. Piedi sopraffini e tanta genialità in mezzo al campo. Spesso esce stremato dal campo, segno che per questa maglia ha dato tanto.

NGOYI 6 Stagione in chiaroscuro. Con Gattuso gioca con continuità, con Iachini viene impiegato sempre meno, fino ad essere solo una comparsa. Utile nei minuti finali quando si deve gestire palla.

STEVANOVIC 6,5 Bello e dannato. Sì, perché ha numeri da fuoriclasse, giocate da campione, ma gli manca la continuità, suo reale tallone d’Achille. Dai suoi piedi nascono assist preziosi, ma all’improvviso si eclissa, decide di non giocare più ed esce di scena. Pedina comunque importante in varie partite.

TROIANIELLO 6 Per la simpatia e l'attaccamento al gruppo merita un dieci, anche se ha giocato pochino. Ha avuto una grossa chance nella gara di Reggio Calabria ma ha sprecato diversi gol. Corre tanto, suda per la maglia ma non è mai determinante. Fondamentale però per la crescita del gruppo, è uno degli uomini spogliatoio.

VAZQUEZ 7,5 Inspiegabile metterlo fuori rosa ad inizio stagione. Iachini ha il grande merito di rispolverarlo e di dargli un’occasione. Lui non ha deluso, ha giocato da top player e in qualsiasi posizione è stato impiegato ha sempre fatto bene. Una delle piacevoli sorprese di questo campionato.

VERRE 6 Ha qualità, gioca partite importanti da regista, sembra essere titolare inamovibile, poi però esce di scena, in maniera misteriosa. Gioca sempre meno fino a perdere il posto. È in prestito e a fine stagione probabilmente dirà addio ai rosanero.

BELOTTI 9 La vera rivelazione dell'anno. C’è chi al suo arrivo diceva: “buon acquisto per la Primavera”. Macchè, il gallo ha iniziato a cantare e non ha smesso più. Ha un dono, ha un fiuto del gol pazzesco. Segna di testa, di piede, in qualsiasi modo. E poi tutti i suoi gol sono decisivi e valgono sempre punti pesanti. Spacca la stagione con incornate micidiali, come a Pescara, è probabilmente all’Adriatico, grazie al suo gol, che il Palermo dà l’accelerata finale per la serie A. Si è guadagnato la massima serie, complimenti.

DYBALA 7 Inizia male, poi si fa male e cala un po' il buio. Al suo rientro però è un altro. Gioca bene, corre e segna. Ha i piedi di seta. Rapido e guizzante. Il suo talento pare sia sbocciato definitivamente.

HERNANDEZ 7 Nonostante i vari infortuni di gol ne ha fatti parecchi. Certo, ci saremmo aspettati qualcosa in più, ma gioca spesso non al 100% e quindi il suo rendimento è condizionato. Un’altra stagione in A con il Palermo gli farebbe bene, ma probabilmente andrà via.

LAFFERTY 8 Letteralmente devastante. Ubriaca tutti all’inizio con calci di punizione alla Beckham, come quello contro il Cesena. Non gioca spesso titolare ma quando entra in campo è un carro armato. A Trapani ha vinto un derby da solo. Lotta, sgomita, fa a spallate e tiene alta la bandiera rosanero. Guerriero mai domo.

MALELE S.V Gioca con il contagocce.

IACHINI 10 E’ l’uomo migliore di questo Palermo. Il migliore in campo, uno schiacciasassi. Viene chiamato quando la barca Palermo rischiava di smarrire la ritta per la promozione, dopo la doppia sconfitta esterna con Spezia e Bari. Lui, maestro di calcio, capisce che deve subito rinforzare la difesa, prova quella a tre e la scommessa si rivela vincente. Poi scopre Belotti e allora capisce che non può più perdere. Un mostro nei cambi, ogni sua sostituzione ha un significato. Nel derby di Trapani, cala l’asso Lafferty nella ripresa e vince il match. E poi riesce ad instaurare un rapporto eccezionale con Zamparini e i giocatori. Tanto di cappello per Sir Iachini.

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