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SERIE D

Acr Messina verso la Lega Pro
Col Ragusa a porte chiuse


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Il tecnico della formazione giallorossa Catalano in terra ragusana potrà contare sull'organico al completo. Nella sfida che potrebbe rappresentare la matematica promozione in Lega Pro gli spalti dell'Aldo Campo saranno vuoti.

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MESSINA - Prosegue in casa Messina la preparazione per il match dell'"Aldo Campo" di Ragusa che dalle ultime notizie giunte si giocherà porte chiuse. Questo quanto stabilito dal giudice sportivo di 2° grado che ha respinto il ricorso per la revoca della squalifica dell’Aldo Campo, dopo il convulso finale di gara contro la Pro Cavese.

Nella partitella infrasettimanale tra la formazione titolare e quella juniores, sono state otto le reti messe a segno dagli "over" giallorossi. Chiaria, Savanarola e Corona, oltre a centrare il bersaglio grosso, hanno fornito assist e giocate di fino.

Al pari della gara di domenica scorsa al "San Filippo" contro il Cosenza, anche per la trasferta ragusana Catalano potrà contare sull'organico al gran completo, fatta eccezione per il degente di lungo corso, Agatino Chiavaro. Sabato mattina la rifinitura prima della partenza alla volta della Sicilia Sud Orientale. Come ormai divenuta consuetudine nel corso di questa stagione, ai supporters peloritani sarà preclusa anche la sfida in terra iblea. Numeri alla mano, però, la troupe di Catalano, in 8 partite su 16 in trasferta, quando non ha potuto contare sull'apporto del pubblico amico, è tornata in riva allo Stretto con i tre punti in cassaforte.

Chissà dunque che, anche per l'ultima fatica del torneo lontano da Messina, l'Acr non faccia ritorno con una vittoria in tasca che significherebbe promozione diretta in Lega Pro. Nel frattempo, Pietro Lo Monaco non perde tempo a progettare il futuro. Si vocifera di nuovi ingressi in società; nuovi soci che permetteranno all'Acr di poter contare su un capitale d'investimento maggiore rispetto a quello attuale. Gli annunci ufficiali avverranno solo a promozione acquisita, ma i tifosi possono finalmente tornare a sognare in grande e far si che i 10.000 di domenica scorsa al "San Filippo" non rappresentino una tantum, bensì una dolce riscoperta.

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