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Palermo revolution - Il punto

Il mercato di maxi-riparazione
e le scommesse di Lo Monaco


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Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini e l'ad Pietro Lo Monaco

Il mercato di gennaio del Palermo porta una decina di volti nuovi. Una rivoluzione firmata Lo Monaco, specialista nel fiutare nuovi talenti, individuare innesti di qualità e rilanciare giocatori caduti in bassa fortuna. La parola adesso passa al campo.


PALERMO - Palermo revolution. Sarebbe lo slogan più appropriato per definire il mercato di (maxi) riparazione che ha visto il club di Viale del Fante rivoltare come un calzino la squadra allestita in estate da Zamparini, Perinetti e Sannino. L'avvento di Lo Monaco sulla poltrona di plenipotenziario rosanero ha portato, alla prima finestra di mercato utile, allo smantellamento del gruppo costruito pochi mesi fa. Scelte che hanno una forte connotazione della scommessa ma soprattutto certificano la consapevolezza del fallimento del progetto tecnico messo su a giugno scorso. Zamparini ha preso atto della necessità di una svolta e, compatibilmente con la politica del tetto ingaggi in casa Palermo e con le risorse economiche a disposizione, ha dato mandato al "Galliani rosanero" di varare una rivoluzione totale per salvare la permanenza in serie A e gettare le basi per un nuovo ciclo. Così, un manipolo di facce nuove si presenterà al pubblico del Barbera e agli ordini di Gasperini già dalla doppia sfida casalinga con Atalanta e Pescara che il Palermo affronterà nel giro di due settimane.

La campagna acquisti rosa è un mix di innesti dal rendimento assicurato, buoni giocatori in cerca della piazza giusta per rilanciarsi, valide alternative tecniche per allungare la panchina, e scommesse sudamericane, una specialità di Lo Monaco, che potrebbero esplodere all'ombra di Santa Rosalia. Ci sono tutti gli ingredienti per restituire entusiasmo a uno spogliatoio e un ambiente sull'orlo della depressione; ora sarà il campo a dire se le scelte fatte sono state azzeccate e produrranno gli effetti sperati da Zamparini, che ha parlato addirittura di una salvezza possibile con cinque o sei giornate di anticipo.

La qualità e l'affidabilità di Stefano Sorrentino tra i pali non si discute, e la dimostrazione è arrivata nella prima partita dell'era post Ujkani a Cagliari. Stesso discorso vale per gli ex napoletani Dossena e Aronica. Entrambi portano in dote esperienza in due ruoli in cui gli attori andati in scena finora hanno fallito. E se per Dossena l'ambientamento è stato immediato e naturale, a discolpa di Aronica, incappato in un paio di errori, va detto che è stato impiegato in un ruolo non suo di centrale nella difesa a tre.

Anche sulla corsia destra i rosa si sono rinforzati con l'arrivo di Nelson, primo portoghese della storia del Palermo, e incarnazione della classica operazione di Lo Monaco volta a rilanciare ottimi elementi caduti in bassa fortuna per via di dinamiche ambientali indipendenti dalla qualità del giocatore. Nelson, al Betis si è ritrovato improvvisamente da titolare a riserva, a suo dire senza alcuna giustificazione del tecnico con il quale inevitabilmente si sono logorati i rapporti e la fiducia. Voleva cambiare aria e Lo Monaco lo ha convinto a rilanciarsi nel calcio italiano con il Palermo. In mezzo al campo, appare un buon colpo l'ingaggio di Faurlin, chiamato per dare maggior fosforo alla manovra rosanero. L'ex Qpr è il nuovo regista di Gasperini che dovrebbe verticalizzare il gioco palermitano, con al fianco un paio di interditori capaci di aiutare la retroguardia e rubare palloni agli avversari.

Tra la trequarti e l'attacco le maggiori novità a disposizione di Gasp, che da domani potrà aggiungere alle certezze Ilicic e Miccoli, svariate combinazioni a seconda del modulo scelto pescando dal poker di novità formato da Formica, Sperdutti, Fabbrini e Boselli. Difficile stabilire adesso se Gasperini continuerà a percorrere la strada del 3-4-1-2. Potrebbe anche optare, a seconda degli avversari, per un assetto più spregiudicato con il tridente o schierare due trequartisti alle spalle di una punta. Di sicuro le alternative adesso non gli mancano, il problema da risolvere adesso sarà accorciare il più possibile i tempi di ambientamento dei nuovi, sperando che anche questa volta il grande fiuto di Lo Monaco non tradisca.

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