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Il giallo dopo la denuncia

Pastore, intrigo tra Palermo e Parigi


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Chi è davvero Marcelo Simonian? Solo un abile procuratore, capace di scoprire talenti pagati pochi spiccioli e rivenduti a suon di milioni, oppure c'è dell'altro? Ruota attorno a questo interrogativo l'indagine della Procura nata dall'esposto del presidente del Palermo calcio, Maurizio Zamparini. Nelle scorse settimane il patron rosanero prende carta e penna e racconta di essere stato stritolato dalle pressioni del procuratore. “O mi dai più soldi o l'affare salta”, le sue parole suonavano più o meno così. Roba da codice penale alla voce estorsione. L'affare in questione è la vendita dell'argentino Pastore ai francesi del Paris Saint German. Il botto del calciomercato estivo per una cifra record di 40 milioni.

Alla fine Zamparini avrebbe sborsato molto più soldi dei 12 milioni e mezzo pattuiti con Simonian. Quattro o cinque milioni, mica spiccioli. Sotto minaccia, dunque, Zamparini, avrebbe firmato l'accordo e messo mani al portafogli acconsentendo alle richieste del procuratore. Poi, sarebbe corso in Procura a denunciarlo. Zamparini è uomo libero. Ha dimostrato di esserlo nelle sue battaglie, in solitario, all'interno della Lega calcio e lo riconferma in questa vicenda che con il cacio nulla c'entra. Quella del presidente è molto più di una denuncia, già di per sé importante, di un episodio singolo. Mette a nudo un intero sistema dove i procuratori fanno la voce grossa. Specie quelli sudamericani che scoprono talenti i cui cartellini sono frammentati fra mille proprietari. Ai magistrati di Palermo questo, però, interessa poco. Il loro compito è accertare se sia stata consumata, o meno, un'estorsione. Nel percorso investigativo oggi è toccato al vice presidente Guglielmo Micciché e al segretario generale del club di Viale del Fante, Roberto Felicori, essere sentiti in Procura. Il primo si è limitato a confermare il contenuto dell'esposto. Micciché conosce le fasi della trattativa soltanto perché gli sono state raccontate. Il secondo, invece, era presente alla firma dell'accordo con Simonian. Zamparini e l'amministratore delegato Rinaldo Sagramaola erano già stati ascoltati. Ora si va a caccia dei riscontri. I passaggi di denaro devono avere lasciato delle tracce. E si scandaglia anche l'attività di Simonian e della sua società, la Dodici Corporation. Simonian ha un rapporto speciale con Palermo tanto da decidere di aprire un ufficio anche nel capoluogo siciliano dopo quelli di Buones Aires e Valencia. Il quartiere generale si trova in una villa di via Marinai Alliata, a Mondello.

Nessun segno di vita all'interno, mentre il telefonino del procuratore squilla invano. Il procuratore aggiunto Maurizio Scalia e i sostituti Ilaria De Somma e Siro De Flammineis hanno già delegato gli agenti del nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza. Prossime tappe potrebbero essere gli interrogatori di Simonian, se almeno i magistrati riusciranno a contattarlo, e forse anche di Pastore. Che dovrà lasciare Parigi per tornare nella sua vecchia amata Palermo. Soltanto per poche, naturalmente,e per buona pace dei tifosi rosanero.

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