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Dopo la sfida di Europa League

Palermo, male la prima


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(R.P.) Il Palermo di Pioli, alla prima comparsa ufficiale, è stato una schifezza. Inutile girarci attorno. Problematica la circolazione della palla senza un cervello a centrocampo. Traballante la difesa. E, soprattutto, neanche un'oncia di pressing.

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(R.P.) Il Palermo di Pioli, alla prima comparsa ufficiale, è stato una schifezza. E la memoria richiama con inquietudine Massimo Morgia. Inutile girarci attorno. Problematica la circolazione della palla senza un cervello a centrocampo. Traballante la difesa. E, soprattutto, neanche un'oncia di pressing. Gli svizzerotti del Thun hanno giostrato a piacimento e i valori si sono livellati. Diceva il saggio Fascetti: "Se gli avversari corrono, bene per loro. Altrimenti non è che trovano gente con l'anello al naso". Forse è pure normale che sia così. Questa edizione rosanero è ancora largamente incompleta: mancano almeno un centrale e un centrocampista. Oltretutto, il rodaggio è in divenire e non si può pretendere la luna. Stefano Pioli è un bravo allenatore, ma non esattamente Harry Potter. Avrà bisogno di giorni e pazienza per modellare la sua creatura.

Una vocina maramalda ci dice: perché ricominciare sempre da zero? Perché non sfruttare i tesori accumulati negli anni precedenti? Siamo sicuri che il tecnico rosanero saprà analizzare la situazione a puntino.  Ci lascia perplessi la gavetta cui la squadra è condannata. Il Palermo rimastica e rinasce dalle sue ceneri, quando potrebbe consolidare posizioni acquisite e dare la scalata a vette più alte.

E' tempo sprecato dare testate al muro. Sappiamo che Maurizio Zamparini è il tipo di presidente che ha bisogno di rimescolare continuamente le carte. Non è il tronituante De Laurentis, non è nemmeno il silenzioso Pozzo, abituato a costruire meraviglie nell'ombra. E' Zamparini, con le sue virtù e con i suoi difetti. Non vedremo più Pastore. Zahavi appare un discreto investimento, eppure non crediamo che abbia i colpi dell'argentino. Non vedremo più Sirigu. Sorrentino, se arriverà, saprà sostituirlo bene. Abbiamo, invece, visto Cassani e Balzaretti avanzati sulle rispettive fasce nel 3-4-2-1 contro il Thun. A primo acchito, il moduolo non ci pare funzionale. I due arretrano e lasciano il centrocampo a ballare. Forse sarebbe meglio giocare con l'odiata difesa a quattro.

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