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I protagonisti delle altre finali

La gioia di Arcoleo e Chimenti:
"Palermo, vinci anche per noi"


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1974,1979,2011. Provate a sbobinarli e giocarli magari al Lotto. Sono anni storici, anni rosanero, gli anni delle finali di Coppa Italia del Palermo. I rosa centrano per la terza volta nella loro storia l’atto finale dell’ormai Tim Cup. Due calciatori su tutti rappresentano le prime due finali andate male: nel '74
Ignazio Arcoleo (nella foto), autore del "fallo" da rigore che permise al Bologna di pareggiare i conti e poi vincere ai rigori, nel '79 invece Vito Chimenti che segnò il gol iniziale dei rosa contro la Juventus. Anche in quell’occasione andò male per via dei gol successivi di Brio e Causio. Livesicilia li ha sentiti entrambi.

Ignazio Arcoleo è felice e raggiante per il successo di ieri del Palermo di Rossi: “Hanno meritato di passare il turno. Il Palermo è stato nettamente superiore al Milan nell’arco dei 180 minuti. H giocato meglio, ha creato di più e alla fine giustamente se ne va in finale. Spero con tutto il cuore che vinca anche per i rimpianti passati. Ho visto ieri anche un’ottima difesa, ha concesso poco ai rossoneri. Ho visto anche tanta determinazione da parte dei rosa, sicuramente un ingrediente importante per il raggiungimento della finale. Inter o Roma? Non si può dire. La Roma giocherebbe in casa, davanti al suo pubblico, e sarebbe molto motivata. L’Inter è invece ricca di campioni, giocatori di classe, singoli importanti che possono segnare in qualsiasi momento. Non saprei. Dico solo che il Palermo deve fare leva sulle sue forze”. Si parla del famoso rigore concesso dall’arbitro Gonella: “Io continuo a ribadire che quel rigore non c’era. Era una chiara occasione da gol, ma a distanza di anni, ripeto che io non ho fatto fallo su Bulgarelli”. Mistero quindi ancora non svelato.

Nel '79 aveva illuso il popolo palermitano Vito “Bicicletta” Chimenti. L’attaccante a Livesicilia torna a parlare di quella sfida: “Eravamo in vantaggio e meritavamo di vincerla quella Coppa. Avevamo giocato meglio, ma nel calcio spesso non vince chi gioca bene. Alla fine ci siamo arresi alla Juve, ma non era il Palermo di ora, era una squadra piccola, una sorta di Davide contro Golia. Anzi avevamo fatto grandi cose arrivando addirittura in finale. Il nostro era un Palermo giovane che aveva tanta voglia di esplodere”. Chimenti si esprime anche sul successo di ieri: “Una vittoria convincente, bella, ricca di emozioni. Spero solo di vedere adesso il Palermo alzare questa benedetta Coppa Italia e magari compensare il dolore che tanti tifosi, adesso anzianotti, hanno provato nelle sere del 74 e del 79. Il popolo palermitano merita una gioia del genere”.

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