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Le pagelle del palermo

Migliaccio eroe della notte rosanero


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Coppa Italia, pagelle palermo, palermo-milan, Palermo, Sport
Sirigu 6.
Si prende uno spavento, e con lui tutto il Barbera, al 7’, quando un velenoso esterno destro di Flamini si stampa sul palo alla sua sinistra. Nel primo tempo viene chiamato in causa solo da Pirlo su calcio piazzato. Totò ha una piccola indecisione sul rimbalzo velenoso del tiro scoccato dal capitano milanista. Per il resto è ordinaria amministrazione. La fortuna lo bacia in fronte quando Ibra colpisce un doppio palo che toglie il fiato al popolo rosanero.

Cassani 6,5.
Dalle sue parti ci sono Robinho e Pirlo ma costringe spesso i due ai cambi di gioco. Con Goian e Migliaccio a supporto riesce a limitare i danni. In fase offensiva si propone un paio di volte senza incidere più di tanto.

Goian 7.
Limita Pato concedendogli davvero poco. I suoi centimetri risultano preziosissimi per respingere gli attacchi aerei provenienti dalle fasce rossonere.

Bovo 7,5.
Si perde Robinho al primo giro d’orologio facendo tremare i 33 mila del Barbera. Per fortuna il brasiliano manda alto sulla traversa. Trasforma il rigore che taglia le gambe al Milan con la freddezza da consumato rigorista. Peccato per l’espulsione (giusta) poco dopo la festa del raddoppio per un’entrataccia su Pato. Non sarà all’appuntamento con la storia del 29 giugno all’Olimpico.

Balzaretti 7.
Abate e Flamini si alternano sulla sua corsia di competenza ma il terzino piemontese riesce ad arginarli anche grazie alla preziosa collaborazione di Nocerino. Nel primo tempo non è il solito pendolino rosanero in fase offensiva ma nella ripresa torna quello di sempre esaltando il pubblico con le consuete sgroppate in terreno nemico.

Migliaccio 9.
E’ l’anima del centrocampo rosanero. L’eroe della serata che firma il vantaggio del Palermo col suo pezzo forte: mette la sua pelata al posto giusto al momento giusto, batte Abbiati e alle 22.10 fa esplodere la città. Nel tempo libero si occupa della sua missione: lottare come un gladiatore in mezzo al campo facendosi rispettare tanto dai muscoli di Van Bommel che dal fosforo di Pirlo.

Acquah 5,5.
Esce al 34’ e si becca una lavata di capo da Delio Rossi che lo sostituisce con Bacinovic. Davanti si ritrova un monumento come Seedorf, perno del gioco meneghino. La sensazione è che gli tremino le gambe. Ma giocare da titolare una semifinale di Coppa, a 19 anni, è una buona attenuante.

Bacinovic (dal 34’ pt.) 6,5.
Si fa ammonire per un fallo a centrocampo su Pato ad appena 10 minuti dal suo ingresso in campo. Nel secondo tempo inizia bene e strappa l’applauso per un paio di tackle a centrocampo. Cresce insieme alla squadra man mano acquisisce sicurezza.

Nocerino 7.
Il solito motorino inesauribile del centrocampo rosanero. Conquista e sporca palloni e riparte costringendo spesso Abate a stare più basso di quanto gli viene chiesto da Allegri. Sul piano dell’agonismo divide con Migliaccio la palma del migliore.

Pastore 7.
Spaventa Abbiati con un destro al quarto d’ora che esce di un soffio. Sbaglia la gestione di un paio di contropiede in cui il Palermo avrebbe potuto colpire. Nella ripresa cresce come il resto della squadra. La perla della serata la concede al 72’ quando lancia a rete Ilicic nell’azione che porta al rigore del raddoppio e all’espulsione di Van Bommel. Quando il Palermo resta in dieci deve lasciare il posto a Munoz uscendo dal campo imbronciato.

Munoz s.v.
Entra a un quarto d’ora dalla fine al posto di Pastore per tamponare la falla in mezzo alla difesa causata dall’espulsione di Bovo.

Ilicic 7.
Indisponente quando eccede in personalismi che non premiano il lavoro senza palla dei suoi compagni di reparto. Sbaglia l’ultimo passaggio in diverse ripartenze in cui i rosa potevano fare male al Diavolo. Riscatta i suoi peccati e si becca un punto in più, procurandosi magistralmente il rigore che chiude i conti.

Hernandez 6,5.
Gli arrivano pochi palloni ideali per il suo gioco fatto di sprint. Ci prova dalla distanza in avvio di ripresa ma con scarsa fortuna. Aiuta molto nel pressing e tiene impegnati i centrali rossoneri con il suo dinamismo. Rossi lo richiama in panchina a sette minuti dal termine per dare un po’ di centimetri alla squadra con Pinilla.

Pinilla s.v.
Pochi minuti per partecipare alla festa di un gruppo che ha strameritato la finalissima di Roma.

All. Rossi 8.
Ha scritto una prima pagina di storia rosanero conquistando l’anno scorso il record di punti in campionato. Aggiorna l’almanacco palermitano consegnando alla città una finale di Coppa Italia che manca dal 1979. Si esalta quando il pubblico, la sua gente, lo acclama come un divo. E chissà che Zamparini davanti a tanta empatia tra la città e il suo tecnico non ripensi a certe idee…

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